T
E S
T I dei M E S S A G G I
Firenze, 21 Ottobre 2004 -
Ci è stato chiesto di mascherare l'indirizzo di posta
elettronica in modo al fine di renderlo irriconoscibile ai motori
di ricerca automatizzati e quindi non utilizzabili a scopi
pubblicitari e d'altro genere (spam, ecc.). Per tutti quei messaggi
inseriti nella pagina si è ricevuto il benestare da parte degli
scriventi. Inoltre, avendo questa pagina la finalità di mettere
in contatto le persone che hanno da dire la propria opinione e
comunicare tra di loro, sostituiamo la chiocciolina - @
- con AT. Chi vuol
scrivere ad un determinato indirizzo, dovrà sostituire AT
con @. .
----- Original
Message -----:
Da: "Tolaini Aziende" <tolaini.aziende AT tiscali.it>
Oggetto: FORUM
Data: 19/09/2006 21.30.07
SALVE,
ho una bicicletta elettrica e sotto richiesta sto cercando lo schema
elettrico diviso in sezioni.
poichè non me ne intendo, non riesco a trovarlo su
internet...come posso
fare? magari il forum mi può aiutare...
----- Original Message -----
Sent: Monday, February 07, 2005 5:14 PM
Subject: foto sfilata di carnevale
ciao ecco foto di carnevale la sfilata del Comune di Firenze, dove
chiediamo per il prossimo anno di non vedere più mezzi a gasolio
o benzina, ma solo veicoli ad emissione zero !!
ciao marco
popcafè.net
-----
Original Message -----
From:
danilo.dimambro AT tiscalinet.it
Sent: Thursday, December 02, 2004 5:25 PM
Subject: Vittime della strada
Gentile aae,
vorrei
sottoporre alla Vostra attenzione un punto di vista su quella che
per me è una cosa inaccettabile e contro la quale la mia
coscienza si ribella senza permettermi mediazioni di sorta: le morti
sulle strade.
La
domanda che mi pongo e che, attraverso Voi, pongo alla classe dirigente
del nostro paese è questa: come si può accettare che in
Italia ci siano 7/8.000 vittime ogni anno per incidenti
stradali? E' una strage indicibile al cui confronto guerre e
catastrofi diventano "cosette"!
Secondo
me, la questione viene affrontata al rovescio, se vista
nell'ottica di una società che si definisce evoluta e civile.
Infatti, evidentemente tutti quei morti sono considerati,
nell'immaginario collettivo, una specie di tributo, di sacrificio,
che la comunità deve all'attuale modello di sviluppo e, quindi,
si accettano come inevitabili e si interviene a valle del
problema nel tentativo di limitare i danni. E' inspiegabile
per me, senza tale concetto di sacrificio, il fatto che per
vittime causate in altri contesti si mobilitino opinione pubblica, mass
media e fior fiori di intellettuali e per quelle della strada si
può dire che tutto tace, pur in presenza di proporzioni
numeriche da brivido.
Attenzione però, perchè se riconosciamo che
quelle degli incidenti stradali sono vittime sacrificali all'attuale
modello di sviluppo, allora dobbiamo anche avere
consapevolezza che, col sacrificio, commettiamo un crimine vero e
proprio: il fatto che il criminale sia una comunità
intera non ne cambia la sostanza.
Se
fosse vero che la vita, per la nostra civiltà, è un
valore assoluto da tutelare senza cedimenti, il discorso dovrebbe
completamente ribaltarsi e diventare: I MORTI SULLE STRADE NON CI
DEVONO ESSERE. Da questo semplice principio consegue che mezzi e strade
devono essere costruiti in modo che anche nella situazione più
sfavorevole di incidente la vita sia sempre salvaguardata.
Oggi
non è così, evidentemente. In più, passando dal
punto di vista collettivo a quello individuale, ognuno di noi accetta
di fatto che, utilizzando normalmente automezzi e strade, mette
la sua vita nelle mani di "altri" e ne minimizza il rischio quasi
come se non lo riguardasse: è incredibile. Io penso che in
nessun'altra situazione persone di intelligenza media, non costrette da
motivi eccezionali, farebbero lo stesso, eppure per gli
spostamenti su strada è cosa accettata da tutti, non ci
turba ed è oltretutto difficile da mettere in discussione.
Il
grave problema, su cui sorvoliamo tranquillamente, è che,
purtroppo, gli "altri" si trovano nelle condizioni
psicologiche, emotive, di salute, ecc., più diverse e
continuamente variabili e, per questo, del tutto INCONTROLLABILI:
questo è quello che non va. E' per questa
incontrollabilità che il sistema così com'è
non funziona e gli interventi a favore della sicurezza incidono
così poco sul numero delle vittime.
Non
è ragionevole pensare che la vita è salvaguardata solo
quando, tra i tanti, milioni, non ce n'è nemmeno uno
che "sgarra". Nella
sostanza, tuttavia, pretendiamo di fondare e realizzare la
sicurezza sulle strade sul presupposto che tutti gli utenti,
indistintamente tutti e sempre, si comportino in maniera ligia alle
regole, attenta, rispettosa verso gli altri e ben presente a se
stessi: E' UNA VANA PRETESA. Vi prego di riflettere con
attenzione su quanto ho appena espresso, è il punto focale del
ragionamento.
Ribaltiamo allora il discorso! Che la sicurezza invece di dipendere,
com'è attualmente, dalla condizione utopica di "TUTTI GLI
UTENTI SEMPRE PERFETTI", sia demandata ai costruttori di automezzi
e ai costruttori di strade e sia piuttosto "A PROVA DI IMBECILLE",
questa è la soluzione.
Così il
sistema funzionerebbe perchè l'operato dei soggetti
responsabili può essere tenuto COSTANTEMENTE SOTTO CONTROLLO e
perchè le variabili introdotte dagli utenti non
inciderebbero sulle conseguenze degli incidenti.
Naturalmente
questo significa pensare ad un altro modo di muoversi, a
cambiamenti profondi nel modo di produrre e quasi quasi ad un
altro modo di vivere e forse di concepire la vita stessa col tutt'altro
che trascurabile risultato che 7/8.000 persone ogni anno
continuerebbero a stare con noi. Certo ci vuole coraggio a
immaginare cambiamenti di tale portata, ma pensandoci bene gli
investimenti necessari per adeguare strade e mezzi a nuove regole di
sicurezza totale, riguardando le due industrie trainanti
dell'economia italiana, l'auto e l'edilizia,
potrebbero dare l'avvio ad una nuova rinascita economica del
nostro paese, forse addirittura estendibile a tutto
l'occidente.
CONCLUSIONI
E'
evidente, mi pare, che il genere di misure fin qui adottato a favore
della sicurezza stradale, mi riferisco anche alle norme entrate in
vigore di recente, influisce molto relativamente sul numero delle
vittime, pertanto temo che due sole siano le possibilità che ci
si prospettano: cambiare subito rotta in modo deciso o rassegnarci ad
avere ancora, per un periodo indefinito, 7/8.000 morti all'anno. A mio
avviso la nostra società, rassegnata alla seconda opzione,
commette un vero e proprio crimine e, come ho detto, il fatto che
il criminale sia una comunità intera non ne cambia minimamente
la sostanza. In altri termini il "sacrificio" di cui ho parlato
è un crimine, per lo meno sul piano morale.
Per di più a giustificazione del
fenomeno non si può nemmeno chiamare in causa l'esercizio della
libertà individuale dato che la propria incolumità
dipende anche e soprattutto dal comportamento degli altri e dato anche
che nessuno può vivere una vita normale se decide di rinunciare
all'utilizzo delle strade.
Pertanto faccio un passo ulteriore e azzardo due domande:
1) possiamo ritenere che giuridicamente le morti
sulle strade sono un crimine che la nostra società commette
contro i singoli?
2) in caso di risposta affermativa alla precedente domanda, possiamo
ritenere giuridicamente responsabile del suddetto crimine il Ministro
delle Infrastrutture e dei Trasporti?
Io, profano in questioni giuridico/legali, risponderei affermativamente
ad entrambe, alla prima per i motivi addotti, alla seconda
perchè la responsabilità è, secondo me, sempre
riconducibile a chi detta le regole, specialmente se queste non
funzionano in maniera così eclatante come nel nostro caso. Hai
voglia a dire che la colpa è dell'utente che non le rispetta! E'
come se, volendo vendere tante più armi, se ne vendessero a
tutti promulgando contemporaneamente regole ferree per prevenire i
possibili incidenti e contro gli abusi: vi immaginate che potrebbe
succedere? non sarebbe assurdo pensare che regole ed azioni
repressive sarebbero sufficienti ad impedire il
verificarsi di incidenti ed abusi? Questi, nel caso, non sarebbero
responsabilità dell'ipotetico "Ministro delle Armi"?
Credo che affrontare il problema in modo da giungere, in un tempo
ragionevole e predeterminato, ad una riduzione veramente drastica delle
vittime della strada, sarebbe un risultato per il quale gli uomini di
inizio millennio sarebbero ricordati per sempre al pari di quelli che
hanno determinato svolte epocali. Mi viene in mente, per esempio,
quando si è messa in discussione e poi abolita la
schiavitù. Anche allora, immagino, ci saranno stati gli
scettici, quelli che dicevano che una società senza schiavi non
poteva funzionare, che era un'utopia solo immaginarla e gli altri che
dicevano: "ma la schiavitù è un delitto contro
l'umanità, è inaccettabile, bisogna trovare altre
soluzioni". Ecco, stiamo commettendo, come per la schiavitù, un
inaccettabile delitto contro l'umanità, è nostro dovere
trovare altre soluzioni ed oltretutto i ritardi sono imperdonabili.
Non
posso pretendere che il concetto di "sicurezza stradale a
prova di imbecille" penetri di primo acchito la corazza di
insensibilità che ci siamo costruiti con decenni di
sottovalutazione del problema, ma confido nel fatto che, incappando in
animi meno assuefatti e con l'aiuto di qualche "addetto ai
lavori" più disponibile e coraggioso, almeno se ne parli.
Ringrazio per l'attenzione
e invio cordiali saluti
-----
Original Message -----
From:
"dreamwriter " dreamwriter AT libero.it
Sent: Monday, November 01, 2004 9:21 PM
Subject: revisione veicoli elettrici
buongiorno, è da un
pò che non mi faccio vivo, ho solo avuto piccoli problemi e
tante cose da fare. ora ho da proporre l'ennesimo episodio
all'italiana, niente di nuovo, solo noi riusciamo a distinguerci nel
mondo per le ingiustizie più palesemente stupide. spero che la
lettura, oltre ad un pò di incavolamento, porti anche un piccolo
sorriso di compassione verso i nostri governanti... cordiali saluti,
federico.
Revisionare la revisione
Sarà capitato a più di un fortunato possessore di veicolo
elettrico di dover effettuare l’obbligatoria revisione dopo i fatidici
4 anni dall’acquisto del mezzo.
Si ritiene che una disposizione del genere sia più che giusta,
visto che lo scopo della revisione è accertare
l’integrità del mezzo e quindi ritenerlo o meno idoneo alla
circolazione su strada.
Questo ritengo che sia più che giusto rivolto ai mezzi con
motore endotermico.
Qualche piccolo dubbio invece mi perviene, quando la stessa revisione
viene fatta ad un mezzo elettrico.
Quando dico la stessa revisione, intendo proprio dire le stesse
medesime parole!
La stessa revisione che viene attuata per un veicolo a motore
endotermico, nel mio caso uno scooter, è stata fatta pari pari
al mio scooter elettrico.
Ora, passi il fatto che è giusto controllare l’efficienza
dell’impianto frenante, nonché luci e clacson, ecco che alla
verifica motore arrivano i primi dubbi, grossi dubbi sull’effettiva
validità della disposizione burocratica messa in atto.
Come ad uno scooter normale mi è stata controllata la
velocità raggiungibile dal mezzo, ovviamente per problemi
strettamente pratici assolutamente dentro i limiti indicati.
Peccato però che questi limiti pratici sembriamo solo noi poveri
utenti di mezzi ecologici in grado di riconoscerli, evidentemente chi
fa le leggi non ne capisce molto in materia di veicoli simili.
Mi è stato chiesto se anche in discesa il mezzo mantiene una
velocità così bassa.
È strano che chi sia abilitato ad un controllo del genere,
severo e teoricamente inoppugnabile, arrivi a fare certe domande.
Tutti gli utenti di mezzi come il mio sanno benissimo che, se il mezzo
prevede ricarica con freno motore, in discesa avviene recupero di
energia e quindi la velocità è comunque limitata
elettronicamente.
Queste cose dovrebbero saperle gli autorizzati ad effettuare la
revisione, i suddetti legislatori, gli stessi che hanno fatto omologare
in qualche modo gli scooter elettrici, cioè paragonandoli a
ciclomotori di 50 cc, vorrei sapere dove stanno questi 50 cc, forse li
ho appesi al manubrio e non me ne sono mai accorto?
Al di là di questo comunque, non ci sono controlli di nessun
tipo sullo stato degli accumulatori, sull’efficienza dell’apparato
elettronico che regola la frenata per il recupero dell’energia, i freni
di questo scooter funzionano infatti accoppiati al recupero di energia
ed è totalmente fuori luogo testare i freni senza integrare
l’apporto del freno motore, visto che il principio stesso del
funzionamento di questi mezzi si basa proprio su questi fondamentali
concetti.
Non esistono controlli su eventuali fuoriuscite di materiale dalle
batterie, né di esalazioni nocive provenienti dalle stesse, se
si riscontrassero problemi del genere bisognerebbe ovviamente
provvedere alla sostituzione degli accumulatori, visto che sono quelli
che fanno muovere il mezzo, e non i 50 cc adoperati per l’omologazione.
Questo naturalmente verrebbe considerato come un controllo migliorativo
del mezzo, a favore del conducente che può così
constatare la piena efficienza dello stesso.
Però niente di questo è previsto in una normale
revisione, visto che probabilmente chi fa le leggi non ha mai visto in
vita sua un veicolo elettrico, però i 40 e dico 40 euro
necessari per effettuare la revisione, seppure totalmente irregolare,
bisogna tirarli fuori lo stesso, e in tasca di qualcuno vanno a finire…
Che la revisione dei veicoli elettrici sia uno dei soliti escamotage
per fare cassa?
Questi dubbi a me sembrano più che leciti, forse la costituzione
italiana prevede qualche riga anche su questo, ma a me basta capire che
è il buon senso che manca, le leggi sono solo fatte da uomini
come noi, anzi, meno preparati di noi.
-----
Original Message -----
From:
silvia_gem AT hotmail.com
Sent: Monday, October 04, 2004 2:13 PM
Subject: forum
Salve a tutti,
c'è qualcuno che mi
sa dire dove comprare la spina per le nuove colonnine di ricarica a
Firenze e dintorni (es: colonnine del parcheggio del centro commerciale
Coop di Sesto F.no).
Grazie,
ciao.
-----
Original Message -----
From:
silvia gemini - silviagemini AT yahoo.it
Sent: Monday, October 04, 2004 2:46 PM
Subject: forum
Salve a tutti,
c'è qualcuno che sa dirmi dove comprare le
spine per le nuove colonnine di ricarica a Firenze (es: colonnine di
P.zza Ferrucci).
Grazie.
-----
Original Message -----
Da: "sandro" <sdeval AT libero.it>
Oggetto: Forum
Data: Sun, 18 Jul 2004 10:51:42 +0200
Ho acquistato tempo fa una bicicletta elettrica Merida PC 550, un
modello ben costruito e pensato, con uin'unico difetto. Adesso, dopo 2
anni devo sostituire le batterie Ni.MH e con mia enorme sorpresa ho
scoperto il loro costo: origianli chiedono 400 euro +IVA, comprando i
singoli elementi e montando il pacco 250 euro. Ora mi chiedo come sia
possibile incentivare l'uso di tali veicoli, quando fatti due conti la
spesa per un'uso di alcuni anni è esorbitante.Avete per caso
avuto lo stesso problema ed eventualemente come l'avete risolto?Grazie
Sandro
-----
Original Message -----
Sent: Thursday, March 11, 2004 10:59 PM
Subject: Forum
Sono in possesso di un Malaguti Ciak E.P. da diversi anni e
fino ad ora, quando le batterie riducevano l'autonomia al minimo (10-12
km, ogni sei-otto mesi), la Malaguti trasportava il mezzo a sue spese
in casa madre per un controllo. Ora, fuori garanzia, dovrei sostituire
le batterie e vorrei sapere se qualcuno che ha lo stesso mezzo ha
provato a sostituirle con modelli più economici ed efficienti
delle originali (ad esempio quelle normali, a trazione, o allo
zinco-nichel) ed ha avuto risultati soddisfacenti.
Vi ringrazio fin d'ora per la collaborazione!
Villasanta (MI)
-----
Original Message -----
Sent: Monday, February 23, 2004 8:22 PM
Subject: Re:
Attenzione: la Facoltà di Ingegneria Meccanica
dell’Università di Bologna sta cercando ditte o aziende del
campo automobilistico, elettrico o più in generale motoristico,
interessate a sviluppare un prototipo del ”City Bumper”, in vista di
una futura produzione industriale. Gli interessati a tale progetto sono
pregati di mettersi in contatto e.mail con il Prof. Dario Croccolo,
docente della Facoltà di Ingegneria Meccanica di Bologna (
dario.croccolo AT mail.ing.unibo.it ) o con il Dr. Leonardo Bacchi,
titolare del brevetto ( leo.bac AT libero.it )
----- Original Message -----
From: "francesco giannetti" <fratzakaratz AT yahoo.it>
Sent: Tuesday, January 27, 2004 1:14 PM
Subject: forum
Ciao a tutti
Sono uno studente laureando presso la facolta' di architettura di
Firenze,
e sto sviluppando una tesi in disegno industriale, inerente all'ambito
del "trasportation design", (mediando un termine che ho
> trovato in un'altro messaggio presente nel vostro Forum). Per
l'esattezza
sto parlando di una sorta di "ciclomotore" (se cosi' si puo' definire),
o meglio di un veicolo in bilico tra lo scooter ed il motorino, ma con
caratteristiche inusuali per entrambi. La particolarita' sta nella
molteplicita'
di
> configurazioni d'uso (il veicolo si puo' di fatto piegare come una
forbice, risultando in fase di stallo
> la meta' in sviluppo longitudinale); analogamente la soluzione
ideata
prevede l'inserimento del motore all'interno della ruota posteriore.
Proprio
in virtu' di questa soluzione chiedo o meglio prego chiunque abbia una
qualche sorta di conoscenza del settore, di suggerirmi una nozione o
un'informazione
su 1 eventuale modello di motore elettrico a dimensioni ridotte
(ovviamente
con prestazioni adeguate per lo scopo). Il fine ultimo è
sicuramente
relativo alla mobilità urbana , integrando caratteristiche
peculiari
di parcheggiabilità ed eventuale trasportabilità.
Nel bene e nel male..
Ringrazio tutti anticipatamente.
Francesco Giannetti
----- Original Message -----
From: dreamwriter AT libero.it
Sent: Friday, December 19, 2003 1:05 PM
Subject: articolo sul vel2 network
Velista
non
per caso
Sono
un ragazzo
di Varese, possessore di uno scooter elettrico da tre anni. Potrei dire
di essere soddisfatto del mio mezzo ecologico se non fosse che un
piccolo
problema ne limita l´uso, e cioè la scarsa attenzione di
chi
dalle mie parti dovrebbe occuparsi della cura dell´ambiente. Mi
ritrovo
infatti a girare con il mio mezzo ecologico senza possibilità di
ricaricarlo perché lungo le strade della mia provincia non
esistono
punti di rifornimento, le cosiddette colonnine di ricarica. Ho
però
saputo che nella vicinissima Svizzera le cose funzionano in modo ben
diverso,
anche grazie all´esistenza del progetto VEL2 e quindi ho cercato
di informarmi su quanto ha compiuto in questi anni nella Regione
Insubrica
che tanto ci accomuna quanto ci divide, per efficienza provata. Mi sono
chiesto se, dato che questo progetto è così avanti
rispetto
a quello che si fa da noi, fosse possibile poter usufruire di questi
privilegi
ambientali. Detto, fatto, ho preso contatto con il progetto VEL2, mi
sono
fatto spiegare le procedure da compiere, e voilà, gioco fatto.
Morale?
Con un po´ di buona volontà, qualche telefonata e un
pizzico
di spirito di avventura, ho chiesto e ottenuto l´accesso a quelle
colonnine presenti in territorio svizzero e qui da me totalmente
inesistenti.
Cosa ho dovuto fare? Per prima cosa richie - dere il bollettino per il
pagamento della cauzione per la chiave d´accesso alle colonnine
di
ricarica e della modica tassa annuale per ricevere la vignetta,
cioè
l´adesivo che va collocato sul veicolo (nel mio caso lo scooter),
analogamente al pedaggio autostradale. L´unico problema è
che il bollettino della società svizzera che gestisce
l´intera
rete di ricarica, non è riconosciuto dalle poste italiane e deve
quindi essere pagato in Svizzera. Ma ciò è insignificante
perché se si vuole fare un salto di confine per la ricarica di
un
veicolo elettrico come intendo fare io, è chiaro che si abita
vicino
allo stesso. Dato che il bollettino non è previsto per residenti
all´estero, per essere sicuri di non incorrere in errate
interpretazioni
dei dati, vi consiglio di spedire via fax la ricevuta di pagamento con
i dati richiesti, specificando che il richiedente risiede in Italia.
Fatto
questo, in 4 giorni riceverete, come è successo a me, la chiave
e la vignetta direttamente a casa vostra. Da ultimo, dato che spesso il
tipo di presa dei veicoli elettrici cambia da un paese all´altro,
si deve controllare se ci vuole un adattatore per l´uso della
colonnina
di ricarica. Per questo io mi sono recato alla sede del VEL2 a
Mendrisio,
dove mi hanno fatto vedere che tipo di presa c´è sulle
colonnine.
Quindi, in base al mezzo che si ha, si sceglie la riduzione in un
negozio
di materiale elettronico o in un centro commerciale. Serve altro? La
lista
delle colonnine di ricarica è sul sito VEL2. Che altro dire,
seguiteci,
silenziosamente, e faremo tanta strada insieme....
----- Original Message -----
From: Nathan Never = ivan.marco AT tiscali.it
Sent: Tuesday, October 14, 2003 11:22 AM
Subject: MODIFICA PRESE SCAME (per ricarica v.e. in Firenze)
Come base possiamo prendere in considerazione la modifica riportata nel
forum, ma oltre alla resistenza da 820 OHM ( 2W sono anche troppi, in
quanto nel circuito non c'è passaggio di corrente, 1/4W sono
più che sufficienti ) c'è bisogno di un diodo ( es.
1N4700 ).
Il tutto deve essere collegato nel seguente ordine:
Cavo
PILOTA - DIODO - RESISTENZA - Cavo TERRA
Ho personalmente provato la modifica da più giorni e posso
affermare con assoluta certezza che funziona, senza peraltro causare
surriscaldamento della presa.
Spero di essere stato di aiuto a Lei e a quanti come me hanno deciso di
intraprendere la dura strada dell'elettricità.
Cordiali saluti.
Ivan.
----- Original
Message -----
From: "EMMEDI SRL" <info AT emmedisrl.it>
To: <decarlo AT aae.it>
Sent: Tuesday, September 16, 2003 11:12 AM
Gentil Signor De Carlo,
nella nostra veste di distributori per l'Italia di una
prestigiosa
casa produttrice di scooter elettrici omologati, riteniamo
doveroso cercare di far chiarezza relativamente alla
circolazione
stradale di tali mezzi.
Il Decreto Legislativo 30 Aprile 1992 nr. 285 (Nuovo Codice della
Strada), stabilisce
all'articolo 47 la classificazione dei veicoli. Il comma 2
lettera
A individua alla categoria L1:Ciclomotori veicoli a due ruote la
cilindrata
del cui motore (se si tratta di motore termico) non supera
i 50 cc. e la cui velocita' massima di costruzione (qualunque sia il
sistema
di propulsione) non supera i 50 Km/h. L'articolo 59, veicoli con
caratteristiche
atipiche, include in tale categoria i veicoli elet trici leggeri da
città
assimilandoli alla categoria principale di appartenenza ai fini della
circolazione
e della guida.
Ne consegue quindi che gli scooter elettrici per circolare
regolarmente
per le strade DEVONO:
1) AVERE LA OMOLOGAZIONE EUROPEA DIRETTIVA 92/61 CEE E
SUCC.MODIFICHE
CON RELATIVO NUMERO DI OMOLOGAZIONE.
2) TALE NUMERO DI OMOLOGAZIONE DEVE ESSERE RIPORTATO
INDELEBILMENTE
SU OGNI MEZZO
3) OTTENERE DAL MINISTERO DEI TRASPORTI E DELLE INFRASTRUTTURE
UN NUMERO DI CODICE NAZIONALE.
4) OTTENERE DAGLI UFFICI PROVINCIALI DELLA MOTORIZZAZIONE CIVILE
IL
CERTIFICATO DI IDONEITA' TECNICA PER OGNI
CICLOMOTORE.
Alla luce di tutto ciò consegue che ogni scooter elettrico
omologato può liberamente circolare per le strade se munito di
libretto,targa,assicurazione
e casco per il conducente.
Malauguratamente dobbiamo riscontrare che moltissimi riventitori
e/o distributori di tali mezzi ignorino o fingano di ignorare per loro
comodità ed interesse tali disposizioni.
I venditori ambulanti,fermi ormai ad ogni incrocio o rotatoria,
vendono di tutto adottando la politica del mordi e fuggi. CHI LI TROVA
PIU' IL GIORNO DOPO?
Negozi ed Ipermercati vendono a cifre irrisorie mezzi di
provenienza
orientale senza alcuna mologazione omettendo di dare indicazioni sulla
circolazione.
Ma il massimo viene addirittura raggiunto da una azienda,di cui
per pudore,ometterò i dati anagrafici, che sul proprio sito
publicizza
con grande rilevo uno scooter elettrico identico al nostro OMOLOGATO
sostenendo
quanto segue:
SENZA ASSICURAZIONE SENZA BOLLO SENZA CASCO.
Per avvalorare poi quanto dichiarato prosegue (cito testualmente)
" La omissis ha prima di iniziare la vendita per internet,testato per
giorni
l'utilizzo di omissis, per la città di omissis, che rappresenta
un esempio tipico di città oppressa dal caos del traffico urbano
e alle prese con pesanti problemi di
inquinamento.
COSA E' SUCCESSO
- Mai alcun vigile urbano ha mosso obiezione alla circolazione
di..........
- Abbiamo transitato senza alcun problema in zone pedonali
interdette
all eauto
- abbiamo trasitato senza problemi sulle strade aperte alle
automobili
Di fronte a queste affermazioni a dir poco fuorvianti mi
riservo di
agire di conseguenza, al solo scopo della tutela del consumatore,del
buon
nome e della serietà della azienda che mi onoro di
rappresentare,
e di tutte le altre aziende che come la mia, hanno dedicato tempo,
fatica
e denaro per l'ottenimento delle omologazioni. La saluto cordialmente
ed
in attesa di un Suo parere, Le sarei grato volesse pubblicare la
presente.
Distintamente Maurizio Ottuzzi
----- Original Message -----
From: Luca Pavanati - luca.pavanati AT fastwebnet.it
Sent: Wednesday, September 03, 2003 12:15 AM
Subject: info
Salve,
vorrei sapere dove comprare uno scooter elettrico a Milano.
Ho scaricato il file pdf con la lista dei concessionari, ma, dopo
numerosi
tentativi, non ho ancora trovato alcuno che mi dia delucidazioni e mi
faccia
vedere e pure provare lo scooter.
In particolare sarei interessato al Malaguti o al Peugeot.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.
Luca Pavanati
----- Original Message -----
From: Xpoiledfur
Sent: Thursday, August 21, 2003 11:40 AM
Subject: forum
la polizia municipale ha elevato un verbale alla mia
ragazza
su un mezzo non omologato tipo monopattino pieghevole d'importazione
orientale, contestando l'assenza della targa e dell'assicurazione,
tutto
questo a Milano dopo un sinistro occorso su strisce pedonali, dove la
ragazza
arrivava dopo aver percorso una pista ciclabile.
Costo dei verbali (assicurazione, targa, mancanza di idoneità
tecnica) circa 800€, il che mi sembra bizzarro, dato che il veicolo
e' destinato ai bambini, a malapena raggiunge una velocità di 20
kmh e che io personalmente riesca a fare appena il giro del quartiere
con
tale mezzo con una ricarica.
Premesso che darò battaglia legale per questa storia, c'e'
qualcuno
che può darmi un consiglio??
Mario
xpoiled AT tiscali.it
----- Original Message -----
From: Batteriedema - info AT batteriedema.it
To: decarlo AT aae.it
Sent: Saturday, July 05, 2003 11:37 AM
Subject: rich. info
Spett.le AAE,
sono molto interessato ai veicoli elettrici sia da un punto di vista
personale che commerciale.
Dopo circa due anni di ricerca ho trovato il veixcolo che ritengo
adatto
ad una città come Napoli.
Mi sono interessato alla commercializzazione di OPEN (Start Lab) ed
ho concluso un accordo di esclusiva per Napoli e provincia. Al momento
delle prime vendite, ho saputo che il Comune di Napoli non dispone di
fondi
per l'incentivazione all'acquisto. !?
Potrebbero aiutarmi a chiarire dove sono finiti i fondi che erano
disponibili
fino a poche settimane passate?
Come mai il Comune di Napoli fa pagare la sosta anche ai quadricicli
elettrici ed ancora, perchè ai quadricicli elettrici non
è
consentito accedere alle Zone a Traffico limitato?
Con tutte queste problematiche, come si vuole sviluppere questo campo?
Vi ringrazio per l'aiuto che vorrete darmi
Cordiali saluti
Antonio De Masi
www.batteriedema.it
From: "Gabriele Vaccaro"< iabbena AT tin.it>
To: decarlo@aae.it
Sent: Saturday, June 07, 2003 10:34 PM
Subject: Forum
Salve a tutti.
Sono Gabriele, mi sto accingendo ad acquistare un mezzo. La mia
coscienza
da ecologista mi spingerebbe a scegliere uno scooter elettrico (avrei
pensato
al ciak Malaguti poi allo Zip Piaggio). Vista la cifra da spendere, e
considerando
che sarebbe il mio unico mezzo di trasporto, non sono in vena di
sperimentazioni.
Chiedo a tutti gli amici del Forum se lo scooter elettrico può
reggere
il confronto in termini di affidabilità e durata con uno a
combustione
interna. Aggiungo che vivo a Palermo, dove la cultura ambientalista
è
pressocchè inesistente, e di conseguenza le
infrastrutture.........Credo
che sarei il primo nella città ad averne uno.
Grazie a tutti.
Ciao Ciao
Date: Sat, 7 Jun 2003
12:09:59 +0200
From: "bamboo10"
<bamboo10 AT libero.it>
To:
<decarlo@aae.it>
CC:
<bamboo10 AT libero.it>
ho scoperto solo oggi questo interessante sito..Ho
inventato un tipo
di alimentazione automatica a
due batterie. Credo sia molto interessante...Se qualcuno sa dirmi a
chi posso rivolgermi per vendere
la mia invenzione, ve ne sarei grato...mi chiamo Francesco e vivo a
Genova...vi ringrazio in anticipo
Per ricaricaricare un motorino (con presa tipo 'schuko')
alle nuove
colonnine di ricarica che hanno la presa con il '4o filo'
From: "Mauro Camiz"
Sent: Wednesday, November 27, 2002 2:18 PM
Subject: Re: ricarica del motorino elettrico
La centralina ha riconosciuto la spina e ha cominciato a
erogare corrente.
Mi sembra che il motorino si sia caricato regolarmente.
cordiali saluti,
Mauro Camiz
Subject: ricarica
del motorino
elettrico
From: "Mauro Camiz"
Sent: Tuesday, November
26, 2002 8:08
PM
Allora,
mi ha prontamente
risposto un gentilissimo
signore che lavora alla SCAME, di cui non conosco la qualifica:
in effetti, oltre al
problema della
resitenza, avevo sbagliato l'acquisto della spina: la spina giusta era
un'altra, e precisamente una spina SCAME cod. 200.01633 (del
costo
di circa ? 22). Si tratta d'una spina a 2 poli + 1 terra + 1pilota, che
ha quindi in totale 4 "punte", disposte a croce, di cui una, il
pilota,
di diametro inferiore rispetto alle altre.
Per la fabbricazione
di una prolunga-adattatore
si possono seguire le seguenti indicazioni:
Ai 2 poli di questa
spina vanno collegati
i due fili blu e marrone di un comune cavo elettrico monofase (2poli +
terra), che andranno collegati, nella presa da montare all'altro capo
del
filo, ai due poli corrispondenti.
Al pilota va
collegato un capo (credo
si chiami "reostato") di una resistenza da almeno 820 Ohm e 2 Watt (io
ne ho messa una da 1000Ohm/2Watt, da ? 0,10).
Alla terra vanno
collegati insieme
l'altro capo (reostato) della resistenza e il filo giallo-verde (terra)
del cavo elettrico, che andrà collegato, dall'altro capo del
cavo,
alla terra della presa al veicolo:
SCHEMA ELETTRICO (un
po' artigianale,
ma credo chiaro)
spina
scame
presa al veicolo (io ho il tipo tedesco "siemens")
====poloblu----------------------/.../-------------------poloblu====
====pilota------\
resistenza
====terra-------/-----------------/.../-----------------------terra====
====polomarrone--------------/.../------------polomarrone====
Domani farò
una prova e le farò
sapere.
A scanso di equivoci,
è pacifico
che non mi assumo nessuna responsabilità per quanto dovesse
accadere
ad altre persone che decidessero di seguire queste istruzioni. In ogni
caso le consiglio, ovviamente, di pubblicare tutto ciò dopo che
avrò visto se funziona o meno.
Può naturalmente
inserire il
mio nome in calce alla notizia.
Cordiali Saluti
Mauro Camiz
Subject:
assicurazione che non pratica lo sconto sullo scooter elettrico
Date:
Tue, 27 Aug 2002 15:01:41 +0200
From:
andreinalessandro AT tiscali.it
mi chiamo Alessandro
e vorrei segnalare
che l'assicurazione Toro non pratica
lo sconto del 50% sullo
scooter elettrico.
cordiali saluti
Subject:
Forum
Date:
Fri, 8 Mar 2002 16:15:20 +010
Salve mi chiamo Paolo
De Giusti, sono
uno studente di industrial design. Stò preparando la mia tesi di
laurea nel campo del trasportation design, in particolare avevo in
mente
la progettazione di una moto elettrica, un veicolo più grande e
con più autonomia degli attuali scooter, che consenta di
viaggiare
per almeno 300 km con discrete prestazioni, avvalendosi di aree di
servizio
in cui cambiare il modulo batterie con uno precedentemente caricato
(l'area
di servizio si occuperebbe di ricaricare il modulo usato rendendolo
disponibile
per altri utenti ) . Giungendo al nocciolo della questione; stò
cercando qualunque tipo di informazione utile riguardo motori elettrici
e batterie dell' ultima generazione che potrebbero far al caso mio, se
avete notizie suggerimenti o quant'altro potete contattarmi all'
indirizzo Iperpaolo AT libero.it
grazie.
Date:
Thu, 4 Oct 2001 13:55:56 +0200
From:
"komet.it/marpago"
<marpago AT komet.it>
il 2 ottobre 2001 il mio PIC 025 ha compiuto 1 anno. In
1 anno ha percorso
8.500 Km purtroppo ho dovuto sostituire 2 volte la cinghia di trazione
perchè si e' spezzata (costo delle 2 cinghie 100.000 lire). Le
batterie
Optima originali le ho dovute sostituire dopo 6.500 Km perche' non
riuscivo
quasi piu' a tornare a casa dal lavoro (costo 600.000 lire per le 2
batterie).
Nessuna spesa di meccanico e nessuna manutenzione.
Il prossimo anno conto di fare altri 16.000 Km perche' andro' a
lavorare
piu' lontano (60 Km al giorno . 30 andata + 30 ritorno caricando lo
scooter
anche al lavoro). Pernso di acuistare lo scooter DAY in modo da avere
un
po' piu' di autonomia. Saluti Marco.
Date:
Wed, 11 Apr 2001 00:05:02 +0200
From:
"Ecoraid2000" <ecoraid2000 AT libero.it>
Per tutti gli appassionati di mobilità a basso
impatto ambientale
mi presento.Sono Vito Paolo Quinto dal 10 maggio del 2000 detentore del
nuovo record di percorrenza con auto elettrica con il seguente percorso
:Milano,Brescia,Modena,Firenze,Siena,Montefiascone,Roma,Latina,Gaeta ed
infine Napoli. Il tutto in 5 lunghi e avventurosi giorni che hanno
dimostrato
le potenzialità del veicolo elettrico e la capacità
dell'equipaggio
composto dal navigatore Antonio Stango e dal veicolo di supporto
tecnico
condotto da Luciano Sciommari, ma la vera rivelazione è stata
quella
del constatare l'attenzione della gente verso i temi dell'ambiente e
della
possibilità di poter ottenere la stessa mobilità permessa
dai veicoli dotati di motore a combustione senza inquinare e
senza
rumore.Per settembre 2001 partirà il 1°Giro d'Italia con
vettura
elettrica,se avete suggerimenti vi prego di farmeli pervenire alla mia
e-mail:Ecoraid AT libero.it.
Date:
Wed, 11 Apr 2001 00:34:30 +0200
From:
"Ecoraid2000" <ecoraid2000 AT libero.it>
Per tutti gli appassionati della mobilità
pulita mi presento
:Vito Paolo Quinto detentore del nuovo record italiano di percorrenza
con
vettura elettrica ottenuto andando a tappe da Milano a Napoli in 5
lunghi,emozionanti,indimenticabili
giorni. Tra poco ricorre un'anno da quel periodo e stò
pianificando
la prossima avventura di "Ecoraid2000" esattamente il 1°Giro
d'Italia
sempre con vettura elettrica,se avete suggerimenti oppure semplici
adesioni
scrivetemi alla mia e-mail ecoraid2000 AT libero.it .ciao a
tutti.
Sent: Monday, May 29, 2006 2:13 PM
Subject: Forum
Ciao. Ho letto il tuo messaggio sul forum di aee.it.
Come neo-possessore di uno scooter elettrico a Firenze
mi sono realizzato una prolunga con spina SCAME. Ho notato che in
effetti con la sola resistenza non si ottiene l'erogazione della
corrente quindi ho deciso di passare per lo schema da te proposto che
devo dirti è incompleto.
Alla data in cui ti scrivo stò leggendo un
mirror di quel forum quindi può darsi che tu abbia corretto
quanto scritto.
Non conosco le tue conoscenze in materia di
elettronica peciò mi tocca rivolgermi a te come
profano di questa disciplina. Il diodo di cui parli è un
componente polarizzato ovvero non è la stessa cosa metterlo
da verso o da un'altro come si può fare con la resistenza.
Se il cavo ti funziona mi puoi dire in quale
direzione hai messo il diodo? Generalmente i diodi come l'1N4700 (
oppure era 1N4007?) hanno una fascetta argentata in corrispondenza di
uno dei due terminali.
Ti ringrazio in anticipo
Maurizio
|