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a  r  e  a     a  z  z  u  r  r  a    e  l  e  t  t  r  i  c  a


F  o  r  u  m

Subject:      FORUM
Date:         Tue, 3 Apr 2001 08:34:19 +0200
From:         marpago AT komet.it
To:             Area Azzurra Elettrica 

Salve,
e' da un paio di anni che seguo il vostro sito e posseggo anche uno scooter elettrico CIP025, penso che sarebbe molto bello se nel vostro sito ci fosse un FORUM in modo che i possessori di veicoli elettrici possano scambiarsi informazioni e consigli.

Distinti saluti,

Marco Arpago.


Per partecipare al Forum inviare una E-mail ad Area Azzurra Elettrica  specificando all'oggetto 'Forum'.
Cordiali saluti.
AAE

T  E  S  T  I    dei    M E S S A G G I

Firenze, 21 Ottobre 2004 - Ci è stato chiesto di mascherare l'indirizzo di posta elettronica  in modo al fine di renderlo irriconoscibile ai motori di ricerca  automatizzati e quindi non utilizzabili a scopi
pubblicitari e d'altro genere (spam, ecc.). Per tutti quei messaggi inseriti nella pagina si è ricevuto il benestare da parte degli scriventi. Inoltre, avendo questa pagina la finalità di mettere in contatto le persone che hanno da dire la propria opinione e comunicare tra di loro, sostituiamo la chiocciolina - @ - con AT. Chi vuol scrivere ad un determinato indirizzo, dovrà sostituire AT con @. .



----- Original Message -----:
Da: "Tolaini Aziende" <tolaini.aziende AT tiscali.it>
Oggetto: FORUM
Data: 19/09/2006 21.30.07

SALVE,
ho una bicicletta elettrica e sotto richiesta sto cercando lo schema
elettrico diviso in sezioni.
poichè non me ne intendo, non riesco a trovarlo su internet...come posso
fare? magari il forum mi può aiutare...


carnevale2005

----- Original Message -----
From: "info" <info@popcafe.net>
Sent: Monday, February 07, 2005 5:14 PM
Subject: foto sfilata di carnevale


ciao ecco foto di carnevale la sfilata del Comune di Firenze, dove chiediamo per il prossimo anno di non vedere più mezzi a gasolio o benzina, ma solo veicoli ad emissione zero !!

ciao marco
popcafè.net



----- Original Message -----
From: danilo.dimambro AT tiscalinet.it
Sent: Thursday, December 02, 2004 5:25 PM
Subject: Vittime della strada

Gentile aae,
vorrei sottoporre alla Vostra attenzione un punto di vista su quella che per me è una cosa inaccettabile e contro la quale la mia coscienza si ribella senza permettermi mediazioni di sorta: le morti sulle strade.
La domanda che mi pongo e che, attraverso Voi, pongo alla classe dirigente del nostro paese è questa: come si può accettare che in Italia ci siano 7/8.000 vittime ogni anno per incidenti stradali? E' una strage indicibile al cui confronto guerre e catastrofi diventano "cosette"!
Secondo me, la questione viene affrontata al rovescio, se vista nell'ottica di una società che si definisce evoluta e civile. Infatti, evidentemente tutti quei morti sono considerati, nell'immaginario collettivo, una specie di tributo, di sacrificio, che la comunità deve all'attuale modello di sviluppo e, quindi, si accettano come inevitabili e si interviene a valle del problema nel tentativo di limitare i danni. E' inspiegabile per me, senza tale concetto di sacrificio, il fatto che per vittime causate in altri contesti si mobilitino opinione pubblica, mass media e fior fiori di intellettuali e per quelle della strada si può dire che tutto tace, pur in presenza di proporzioni numeriche da brivido.
Attenzione però, perchè se riconosciamo che quelle degli incidenti stradali sono vittime sacrificali all'attuale modello di sviluppo, allora dobbiamo anche avere consapevolezza che, col sacrificio, commettiamo un crimine vero e proprio: il fatto che il criminale sia una comunità intera non ne cambia la sostanza.
Se fosse vero che la vita, per la nostra civiltà, è un valore assoluto da tutelare senza cedimenti, il discorso dovrebbe completamente ribaltarsi e diventare: I MORTI SULLE STRADE NON CI DEVONO ESSERE. Da questo semplice principio consegue che mezzi e strade devono essere costruiti in modo che anche nella situazione più sfavorevole di incidente la vita sia sempre salvaguardata.
Oggi non è così, evidentemente. In più, passando dal punto di vista collettivo a quello individuale, ognuno di noi accetta di fatto che, utilizzando normalmente automezzi e strade, mette la sua vita nelle mani di "altri" e ne minimizza il rischio quasi come se non lo riguardasse: è incredibile. Io penso che in nessun'altra situazione persone di intelligenza media, non costrette da motivi eccezionali, farebbero lo stesso, eppure per gli spostamenti su strada è cosa accettata da tutti, non ci turba ed è oltretutto difficile da mettere in discussione.
Il grave problema, su cui sorvoliamo tranquillamente, è che, purtroppo, gli "altri" si trovano nelle condizioni psicologiche, emotive, di salute, ecc., più diverse e continuamente variabili e, per questo, del tutto INCONTROLLABILI: questo è quello che non va. E' per questa incontrollabilità che il sistema così com'è non funziona e gli interventi a favore della sicurezza incidono così poco sul numero delle vittime.
Non è ragionevole pensare che la vita è salvaguardata solo quando, tra i tanti, milioni, non ce n'è nemmeno uno che "sgarra". Nella sostanza, tuttavia, pretendiamo di fondare e realizzare la sicurezza sulle strade sul presupposto che tutti gli utenti, indistintamente tutti e sempre, si comportino in maniera ligia alle regole, attenta, rispettosa verso gli altri e ben presente a se stessi: E' UNA VANA PRETESA. Vi prego di riflettere con attenzione su quanto ho appena espresso, è il punto focale del ragionamento.
Ribaltiamo allora il discorso! Che la sicurezza invece di dipendere, com'è attualmente, dalla condizione utopica di "TUTTI GLI UTENTI SEMPRE PERFETTI", sia demandata ai costruttori di automezzi e ai costruttori di strade e sia piuttosto "A PROVA DI IMBECILLE", questa è la soluzione.
Così il sistema funzionerebbe perchè l'operato dei soggetti responsabili può essere tenuto COSTANTEMENTE SOTTO CONTROLLO e perchè le variabili introdotte dagli utenti non inciderebbero sulle conseguenze degli incidenti.
Naturalmente questo significa pensare ad un altro modo di muoversi, a cambiamenti profondi nel modo di produrre e quasi quasi ad un altro modo di vivere e forse di concepire la vita stessa col tutt'altro che trascurabile risultato che 7/8.000 persone ogni anno continuerebbero a stare con noi. Certo ci vuole coraggio a immaginare cambiamenti di tale portata, ma pensandoci bene gli investimenti necessari per adeguare strade e mezzi a nuove regole di sicurezza totale, riguardando le due industrie trainanti dell'economia italiana, l'auto e l'edilizia, potrebbero dare l'avvio ad una nuova rinascita economica del nostro paese, forse addirittura estendibile a tutto l'occidente.
 
CONCLUSIONI
 
E' evidente, mi pare, che il genere di misure fin qui adottato a favore della sicurezza stradale, mi riferisco anche alle norme entrate in vigore di recente, influisce molto relativamente sul numero delle vittime, pertanto temo che due sole siano le possibilità che ci si prospettano: cambiare subito rotta in modo deciso o rassegnarci ad avere ancora, per un periodo indefinito, 7/8.000 morti all'anno. A mio avviso la nostra società, rassegnata alla seconda opzione, commette un vero e proprio crimine e, come ho detto, il fatto che il criminale sia una comunità intera non ne cambia minimamente la sostanza. In altri termini il "sacrificio" di cui ho parlato è un crimine, per lo meno sul piano morale.
 
Per di più a giustificazione del fenomeno non si può nemmeno chiamare in causa l'esercizio della libertà individuale dato che la propria incolumità dipende anche e soprattutto dal comportamento degli altri e dato anche che nessuno può vivere una vita normale se decide di rinunciare all'utilizzo delle strade.

Pertanto faccio un passo ulteriore e azzardo due domande:

1) possiamo ritenere che giuridicamente le morti sulle strade sono un crimine che la nostra società commette contro i singoli?
2) in caso di risposta affermativa alla precedente domanda, possiamo ritenere giuridicamente responsabile del suddetto crimine il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti?

Io, profano in questioni giuridico/legali, risponderei affermativamente ad entrambe, alla prima per i motivi addotti, alla seconda perchè la responsabilità è, secondo me, sempre riconducibile a chi detta le regole, specialmente se queste non funzionano in maniera così eclatante come nel nostro caso. Hai voglia a dire che la colpa è dell'utente che non le rispetta! E' come se, volendo vendere tante più armi, se ne vendessero a tutti promulgando contemporaneamente regole ferree per prevenire i possibili incidenti e contro gli abusi: vi immaginate che potrebbe succedere? non sarebbe assurdo pensare che regole ed azioni repressive sarebbero sufficienti ad impedire il verificarsi di incidenti ed abusi? Questi, nel caso, non sarebbero responsabilità dell'ipotetico "Ministro delle Armi"?

Credo che affrontare il problema in modo da giungere, in un tempo ragionevole e predeterminato, ad una riduzione veramente drastica delle vittime della strada, sarebbe un risultato per il quale gli uomini di inizio millennio sarebbero ricordati per sempre al pari di quelli che hanno determinato svolte epocali. Mi viene in mente, per esempio, quando si è messa in discussione e poi abolita la schiavitù. Anche allora, immagino, ci saranno stati gli scettici, quelli che dicevano che una società senza schiavi non poteva funzionare, che era un'utopia solo immaginarla e gli altri che dicevano: "ma la schiavitù è un delitto contro l'umanità, è inaccettabile, bisogna trovare altre soluzioni". Ecco, stiamo commettendo, come per la schiavitù, un inaccettabile delitto contro l'umanità, è nostro dovere trovare altre soluzioni ed oltretutto i ritardi sono imperdonabili.
Non posso pretendere che il concetto di "sicurezza stradale a prova di imbecille" penetri di primo acchito la corazza di insensibilità che ci siamo costruiti con decenni di sottovalutazione del problema, ma confido nel fatto che, incappando in animi meno assuefatti  e con l'aiuto di qualche "addetto ai lavori" più disponibile e coraggioso, almeno se ne parli.
 
Ringrazio per l'attenzione e invio cordiali saluti
Danilo Di Mambro



----- Original Message -----
From: "dreamwriter "    dreamwriter AT libero.it
Sent: Monday, November 01, 2004 9:21 PM
Subject: revisione veicoli elettrici

buongiorno, è da un pò che non mi faccio vivo, ho solo avuto piccoli problemi e tante cose da fare. ora ho da proporre l'ennesimo episodio all'italiana, niente di nuovo, solo noi riusciamo a distinguerci nel mondo per le ingiustizie più palesemente stupide. spero che la lettura, oltre ad un pò di incavolamento, porti anche un piccolo sorriso di compassione verso i nostri governanti... cordiali saluti, federico.
 
Revisionare la revisione
Sarà capitato a più di un fortunato possessore di veicolo elettrico di dover effettuare l’obbligatoria revisione dopo i fatidici 4 anni dall’acquisto del mezzo.
Si ritiene che una disposizione del genere sia più che giusta, visto che lo scopo della revisione è accertare l’integrità del mezzo e quindi ritenerlo o meno idoneo alla circolazione su strada.
Questo ritengo che sia più che giusto rivolto ai mezzi con motore endotermico.
Qualche piccolo dubbio invece mi perviene, quando la stessa revisione viene fatta ad un mezzo elettrico.
Quando dico la stessa revisione, intendo proprio dire le stesse medesime parole!
La stessa revisione che viene attuata per un veicolo a motore endotermico, nel mio caso uno scooter, è stata fatta pari pari al mio scooter elettrico.
Ora, passi il fatto che è giusto controllare l’efficienza dell’impianto frenante, nonché luci e clacson, ecco che alla verifica motore arrivano i primi dubbi, grossi dubbi sull’effettiva validità della disposizione burocratica messa in atto.
Come ad uno scooter normale mi è stata controllata la velocità raggiungibile dal mezzo, ovviamente per problemi strettamente pratici assolutamente dentro i limiti indicati.
Peccato però che questi limiti pratici sembriamo solo noi poveri utenti di mezzi ecologici in grado di riconoscerli, evidentemente chi fa le leggi non ne capisce molto in materia di veicoli simili.
Mi è stato chiesto se anche in discesa il mezzo mantiene una velocità così bassa.
È strano che chi sia abilitato ad un controllo del genere, severo e teoricamente inoppugnabile, arrivi a fare certe domande.
Tutti gli utenti di mezzi come il mio sanno benissimo che, se il mezzo prevede  ricarica con freno motore, in discesa avviene recupero di energia e quindi la velocità è comunque limitata elettronicamente.
Queste cose dovrebbero saperle gli autorizzati ad effettuare la revisione, i suddetti legislatori, gli stessi che hanno fatto omologare in qualche modo gli scooter elettrici, cioè paragonandoli a ciclomotori di 50 cc, vorrei sapere dove stanno questi 50 cc, forse li ho appesi al manubrio e non me ne sono mai accorto?
Al di là di questo comunque, non ci sono controlli di nessun tipo sullo stato degli accumulatori, sull’efficienza dell’apparato elettronico che regola la frenata per il recupero dell’energia, i freni di questo scooter funzionano infatti accoppiati al recupero di energia ed è totalmente fuori luogo testare i freni senza integrare l’apporto del freno motore, visto che il principio stesso del funzionamento di questi mezzi si basa proprio su questi fondamentali concetti.
Non esistono controlli su eventuali fuoriuscite di materiale dalle batterie, né di esalazioni nocive provenienti dalle stesse, se si riscontrassero problemi del genere bisognerebbe ovviamente provvedere alla sostituzione degli accumulatori, visto che sono quelli che fanno muovere il mezzo, e non i 50 cc adoperati per l’omologazione.
Questo naturalmente verrebbe considerato come un controllo migliorativo del mezzo, a favore del conducente che può così constatare la piena efficienza dello stesso.
Però niente di questo è previsto in una normale revisione, visto che probabilmente chi fa le leggi non ha mai visto in vita sua un veicolo elettrico, però i 40 e dico 40 euro necessari per effettuare la revisione, seppure totalmente irregolare, bisogna tirarli fuori lo stesso, e in tasca di qualcuno vanno a finire…
Che la revisione dei veicoli elettrici sia uno dei soliti escamotage per fare cassa?
Questi dubbi a me sembrano più che leciti, forse la costituzione italiana prevede qualche riga anche su questo, ma a me basta capire che è il buon senso che manca, le leggi sono solo fatte da uomini come noi, anzi, meno preparati di noi.



----- Original Message -----
From: silvia_gem AT hotmail.com
Sent: Monday, October 04, 2004 2:13 PM
Subject: forum

Salve a tutti,
c'è qualcuno che mi sa dire dove comprare la spina per le nuove colonnine di ricarica a Firenze e dintorni (es: colonnine del parcheggio del centro commerciale Coop di Sesto F.no).
Grazie,
ciao.


----- Original Message -----
From: silvia gemini - silviagemini AT yahoo.it
Sent: Monday, October 04, 2004 2:46 PM
Subject: forum

Salve a tutti,
c'è qualcuno che sa dirmi dove comprare le spine per le nuove colonnine di ricarica a Firenze (es: colonnine di P.zza Ferrucci).
Grazie.

----- Original Message -----
Da: "sandro" <sdeval AT libero.it>
Oggetto: Forum
Data: Sun, 18 Jul 2004 10:51:42 +0200

Ho acquistato tempo fa una  bicicletta elettrica Merida PC 550, un modello ben costruito e pensato, con uin'unico difetto. Adesso, dopo 2 anni devo sostituire le batterie Ni.MH e con mia enorme sorpresa ho scoperto il loro costo: origianli chiedono 400 euro +IVA, comprando i singoli elementi e montando il pacco 250 euro. Ora mi chiedo come sia possibile incentivare l'uso di tali veicoli, quando fatti due conti la spesa per un'uso di alcuni anni è esorbitante.Avete per caso avuto lo stesso problema ed eventualemente come l'avete risolto?Grazie Sandro

----- Original Message -----
Sent: Thursday, March 11, 2004 10:59 PM
Subject: Forum

Sono in possesso di un Malaguti Ciak E.P. da diversi anni e fino ad ora, quando le batterie riducevano l'autonomia al minimo (10-12 km, ogni sei-otto mesi), la Malaguti trasportava il mezzo a sue spese in casa madre per un controllo. Ora, fuori garanzia, dovrei sostituire le batterie e vorrei sapere se qualcuno che ha lo stesso mezzo ha provato a sostituirle con modelli più economici ed efficienti delle originali (ad esempio quelle normali, a trazione, o allo zinco-nichel) ed ha avuto risultati soddisfacenti.
 
Vi ringrazio fin d'ora per la collaborazione!
 
Villasanta (MI)
----- Original Message -----
Sent: Monday, February 23, 2004 8:22 PM
Subject: Re:

Attenzione: la Facoltà di Ingegneria Meccanica dell’Università di Bologna sta cercando ditte o aziende del campo automobilistico, elettrico o più in generale motoristico, interessate a sviluppare un prototipo del ”City Bumper”, in vista di una futura produzione industriale. Gli interessati a tale progetto sono pregati di mettersi in contatto e.mail con il Prof. Dario Croccolo, docente della Facoltà di Ingegneria Meccanica di Bologna ( dario.croccolo AT mail.ing.unibo.it ) o con il Dr. Leonardo Bacchi, titolare del brevetto ( leo.bac AT libero.it )



----- Original Message ----- 
From: "francesco giannetti" <fratzakaratz AT yahoo.it>
Sent: Tuesday, January 27, 2004 1:14 PM
Subject: forum

 Ciao a tutti
Sono uno studente laureando presso la facolta' di architettura di Firenze, e sto sviluppando una tesi in disegno industriale, inerente all'ambito del "trasportation design", (mediando un termine che ho
> trovato in un'altro messaggio presente nel vostro Forum). Per l'esattezza sto parlando di una sorta di "ciclomotore" (se cosi' si puo' definire), o meglio di un veicolo in bilico tra lo scooter ed il motorino, ma con caratteristiche inusuali per entrambi. La particolarita' sta nella molteplicita' di
> configurazioni d'uso (il veicolo si puo' di fatto piegare come una forbice, risultando in fase di stallo
> la meta' in sviluppo longitudinale); analogamente la soluzione ideata prevede l'inserimento del motore all'interno della ruota posteriore. Proprio in virtu' di questa soluzione chiedo o meglio prego chiunque abbia una qualche sorta di conoscenza del settore, di suggerirmi una nozione o un'informazione su 1 eventuale modello di motore elettrico a dimensioni ridotte (ovviamente con prestazioni adeguate per lo scopo). Il fine ultimo è sicuramente relativo alla mobilità urbana , integrando caratteristiche peculiari di parcheggiabilità ed eventuale trasportabilità.
Nel bene e nel male..
Ringrazio tutti anticipatamente.
Francesco Giannetti



----- Original Message ----- 
From: dreamwriter AT libero.it
Sent: Friday, December 19, 2003 1:05 PM
Subject: articolo sul vel2 network

Velista non per caso
Sono un ragazzo di Varese, possessore di uno scooter elettrico da tre anni. Potrei dire di essere soddisfatto del mio mezzo ecologico se non fosse che un piccolo problema ne limita l´uso, e cioè la scarsa attenzione di chi dalle mie parti dovrebbe occuparsi della cura dell´ambiente. Mi ritrovo infatti a girare con il mio mezzo ecologico senza possibilità di ricaricarlo perché lungo le strade della mia provincia non esistono punti di rifornimento, le cosiddette colonnine di ricarica. Ho però saputo che nella vicinissima Svizzera le cose funzionano in modo ben diverso, anche grazie all´esistenza del progetto VEL2 e quindi ho cercato di informarmi su quanto ha compiuto in questi anni nella Regione Insubrica che tanto ci accomuna quanto ci divide, per efficienza provata. Mi sono chiesto se, dato che questo progetto è così avanti rispetto a quello che si fa da noi, fosse possibile poter usufruire di questi privilegi ambientali. Detto, fatto, ho preso contatto con il progetto VEL2, mi sono fatto spiegare le procedure da compiere, e voilà, gioco fatto. Morale? Con un po´ di buona volontà, qualche telefonata e un pizzico di spirito di avventura, ho chiesto e ottenuto l´accesso a quelle colonnine presenti in territorio svizzero e qui da me totalmente inesistenti. Cosa ho dovuto fare? Per prima cosa richie - dere il bollettino per il pagamento della cauzione per la chiave d´accesso alle colonnine di ricarica e della modica tassa annuale per ricevere la vignetta, cioè l´adesivo che va collocato sul veicolo (nel mio caso lo scooter), analogamente al pedaggio autostradale. L´unico problema è che il bollettino della società svizzera che gestisce l´intera rete di ricarica, non è riconosciuto dalle poste italiane e deve quindi essere pagato in Svizzera. Ma ciò è insignificante perché se si vuole fare un salto di confine per la ricarica di un veicolo elettrico come intendo fare io, è chiaro che si abita vicino allo stesso. Dato che il bollettino non è previsto per residenti all´estero, per essere sicuri di non incorrere in errate interpretazioni dei dati, vi consiglio di spedire via fax la ricevuta di pagamento con i dati richiesti, specificando che il richiedente risiede in Italia. Fatto questo, in 4 giorni riceverete, come è successo a me, la chiave e la vignetta direttamente a casa vostra. Da ultimo, dato che spesso il tipo di presa dei veicoli elettrici cambia da un paese all´altro, si deve controllare se ci vuole un adattatore per l´uso della colonnina di ricarica. Per questo io mi sono recato alla sede del VEL2 a Mendrisio, dove mi hanno fatto vedere che tipo di presa c´è sulle colonnine. Quindi, in base al mezzo che si ha, si sceglie la riduzione in un negozio di materiale elettronico o in un centro commerciale. Serve altro? La lista delle colonnine di ricarica è sul sito VEL2. Che altro dire, seguiteci, silenziosamente, e faremo tanta strada insieme....



----- Original Message ----- 
From: Nathan Never = ivan.marco AT tiscali.it
Sent: Tuesday, October 14, 2003 11:22 AM
Subject: MODIFICA PRESE SCAME  (per ricarica v.e. in Firenze)

Come base possiamo prendere in considerazione la modifica riportata nel forum, ma oltre alla resistenza da 820 OHM ( 2W sono anche troppi, in quanto nel circuito non c'è passaggio di corrente, 1/4W sono più che sufficienti ) c'è bisogno di un diodo ( es. 1N4700 ).
Il tutto deve essere collegato nel seguente ordine: 

            Cavo PILOTA - DIODO - RESISTENZA - Cavo TERRA

Ho personalmente provato la modifica da più giorni e posso affermare con assoluta certezza che funziona, senza peraltro causare surriscaldamento della presa.

Spero di essere stato di aiuto a Lei e a quanti come me hanno deciso di intraprendere la dura strada dell'elettricità.
Cordiali saluti.
Ivan.


----- Original Message ----- 
From: "EMMEDI SRL" <info AT emmedisrl.it>
To: <decarlo AT aae.it>
Sent: Tuesday, September 16, 2003 11:12 AM
 

 Gentil Signor De Carlo,
 nella nostra veste di distributori per l'Italia di una prestigiosa casa  produttrice di  scooter elettrici omologati, riteniamo doveroso cercare di far chiarezza  relativamente  alla circolazione stradale di tali mezzi.
 Il Decreto Legislativo 30 Aprile 1992 nr. 285 (Nuovo Codice della Strada), stabilisce
 all'articolo 47 la classificazione dei veicoli. Il comma 2 lettera A individua alla categoria L1:Ciclomotori veicoli a due ruote la cilindrata del  cui motore (se si tratta di motore termico)  non supera i 50 cc. e la cui velocita' massima di costruzione (qualunque sia il sistema di propulsione) non supera i 50 Km/h. L'articolo 59, veicoli con caratteristiche atipiche, include in tale categoria i veicoli elet trici leggeri da città assimilandoli alla categoria principale di appartenenza ai fini della circolazione e della guida.
 Ne consegue quindi che gli scooter elettrici per circolare regolarmente per le strade DEVONO:
 1) AVERE LA OMOLOGAZIONE EUROPEA DIRETTIVA 92/61 CEE E SUCC.MODIFICHE  CON RELATIVO NUMERO DI OMOLOGAZIONE.
 2) TALE NUMERO DI OMOLOGAZIONE DEVE ESSERE RIPORTATO INDELEBILMENTE SU OGNI MEZZO
 3) OTTENERE DAL MINISTERO DEI TRASPORTI E DELLE INFRASTRUTTURE UN NUMERO DI CODICE   NAZIONALE.
 4) OTTENERE DAGLI UFFICI PROVINCIALI DELLA MOTORIZZAZIONE CIVILE IL
 CERTIFICATO DI   IDONEITA' TECNICA PER OGNI CICLOMOTORE.
 Alla luce di tutto ciò consegue che ogni scooter elettrico omologato può liberamente circolare per le strade se munito di libretto,targa,assicurazione e casco per il conducente.
 Malauguratamente dobbiamo riscontrare che moltissimi riventitori e/o distributori di tali mezzi ignorino o fingano di ignorare per loro comodità ed interesse tali disposizioni.
 I venditori ambulanti,fermi ormai ad ogni incrocio o rotatoria, vendono di tutto adottando la politica del mordi e fuggi. CHI LI TROVA PIU' IL GIORNO DOPO?
 Negozi ed Ipermercati vendono a cifre irrisorie mezzi di provenienza orientale senza alcuna mologazione omettendo di dare indicazioni sulla circolazione.
 Ma il massimo viene addirittura raggiunto da una azienda,di cui per pudore,ometterò i dati anagrafici, che sul proprio sito publicizza con grande rilevo uno scooter elettrico identico al nostro OMOLOGATO sostenendo quanto segue:
 SENZA ASSICURAZIONE SENZA BOLLO SENZA CASCO.
 Per avvalorare poi quanto dichiarato prosegue (cito testualmente) " La omissis ha prima di iniziare la vendita per internet,testato per giorni l'utilizzo di omissis, per la città di omissis, che rappresenta un esempio tipico di città oppressa dal caos del traffico urbano e alle prese con pesanti problemi di
inquinamento.
                                COSA E' SUCCESSO
 - Mai alcun vigile urbano ha mosso obiezione alla circolazione di..........
 - Abbiamo transitato senza alcun problema in zone pedonali interdette all eauto
 - abbiamo trasitato senza problemi sulle strade aperte alle automobili

Di fronte a queste affermazioni a dir poco fuorvianti mi riservo di agire di conseguenza, al solo scopo della tutela del consumatore,del buon nome e della serietà della azienda che mi onoro di rappresentare, e di tutte le altre aziende che come la mia, hanno dedicato tempo, fatica e denaro per l'ottenimento delle omologazioni. La saluto cordialmente ed in attesa di un Suo parere, Le sarei grato volesse pubblicare la presente.
 Distintamente Maurizio Ottuzzi



----- Original Message ----- 
From: Luca Pavanati - luca.pavanati AT fastwebnet.it
Sent: Wednesday, September 03, 2003 12:15 AM
Subject: info

Salve,
vorrei sapere dove comprare uno scooter elettrico a Milano.
Ho scaricato il file pdf con la lista dei concessionari, ma, dopo numerosi tentativi, non ho ancora trovato alcuno che mi dia delucidazioni e mi faccia vedere e pure provare lo scooter.
In particolare sarei interessato al Malaguti o al Peugeot.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.
Luca Pavanati



----- Original Message ----- 
From: Xpoiledfur 
Sent: Thursday, August 21, 2003 11:40 AM
Subject: forum
 

la polizia municipale ha elevato un verbale alla mia ragazza
su un mezzo non omologato tipo monopattino pieghevole d'importazione orientale, contestando l'assenza della targa e dell'assicurazione, tutto questo a Milano dopo un sinistro occorso su strisce pedonali, dove la ragazza arrivava dopo aver percorso una pista ciclabile.
Costo dei verbali (assicurazione, targa, mancanza di idoneità tecnica) circa 800€, il che mi sembra bizzarro, dato che il veicolo e' destinato ai bambini, a malapena raggiunge una velocità di 20 kmh e che io personalmente riesca a fare appena il giro del quartiere con tale mezzo con una ricarica. 
Premesso che darò battaglia legale per questa storia, c'e' qualcuno che può darmi un consiglio??

Mario
xpoiled AT tiscali.it 



----- Original Message ----- 
From: Batteriedema  - info AT batteriedema.it
To: decarlo AT aae.it 
Sent: Saturday, July 05, 2003 11:37 AM
Subject: rich. info
 

Spett.le AAE,
sono molto interessato ai veicoli elettrici sia da un punto di vista personale che commerciale.
Dopo circa due anni di ricerca ho trovato il veixcolo che ritengo adatto ad una città come Napoli.
Mi sono interessato alla commercializzazione di OPEN (Start Lab) ed ho concluso un accordo di esclusiva per Napoli e provincia. Al momento delle prime vendite, ho saputo che il Comune di Napoli non dispone di fondi per l'incentivazione all'acquisto. !? 
Potrebbero aiutarmi a chiarire dove sono finiti i fondi che erano disponibili fino a poche settimane passate?
Come mai il Comune di Napoli fa pagare la sosta anche ai quadricicli elettrici ed ancora, perchè ai quadricicli elettrici non è consentito accedere alle Zone a Traffico limitato?
Con tutte queste problematiche, come si vuole sviluppere questo campo?
Vi ringrazio per l'aiuto che vorrete darmi
Cordiali saluti
Antonio De Masi
www.batteriedema.it



From: "Gabriele Vaccaro"< iabbena AT tin.it>
To: decarlo@aae.it 
Sent: Saturday, June 07, 2003 10:34 PM
Subject: Forum

Salve a tutti.
Sono Gabriele, mi sto accingendo ad acquistare un mezzo. La mia coscienza da ecologista mi spingerebbe a scegliere uno scooter elettrico (avrei pensato al ciak Malaguti poi allo Zip Piaggio). Vista la cifra da spendere, e considerando che sarebbe il mio unico mezzo di trasporto, non sono in vena di sperimentazioni. Chiedo a tutti gli amici del Forum se lo scooter elettrico può reggere il confronto in termini di affidabilità e durata con uno a combustione interna. Aggiungo che vivo a Palermo, dove la cultura ambientalista è pressocchè inesistente, e di conseguenza le infrastrutture.........Credo che sarei il primo nella città ad averne uno. 
Grazie a tutti. 
Ciao Ciao



Date:         Sat, 7 Jun 2003 12:09:59 +0200
From:         "bamboo10" <bamboo10 AT libero.it>
To:         <decarlo@aae.it>
CC:         <bamboo10 AT libero.it>

ho scoperto solo oggi questo interessante sito..Ho inventato un tipo di alimentazione automatica a
due batterie. Credo sia molto interessante...Se qualcuno sa dirmi a chi posso rivolgermi per vendere
la mia invenzione, ve ne sarei grato...mi chiamo Francesco e vivo a Genova...vi ringrazio in anticipo



Per ricaricaricare un motorino (con presa tipo 'schuko') alle nuove colonnine di ricarica che hanno la presa con il '4o filo'

From: "Mauro Camiz"
Sent: Wednesday, November 27, 2002 2:18 PM
Subject: Re: ricarica del motorino elettrico

La centralina ha riconosciuto la spina e ha cominciato a erogare corrente.
Mi sembra che il motorino si sia caricato regolarmente.

cordiali saluti,
Mauro Camiz



Subject:  ricarica del motorino elettrico
From: "Mauro Camiz"
Sent: Tuesday, November 26, 2002 8:08 PM

Allora,
mi ha prontamente risposto un gentilissimo signore che lavora alla SCAME, di cui non conosco la qualifica:
in effetti, oltre al problema della resitenza, avevo sbagliato l'acquisto della spina: la spina giusta era un'altra, e precisamente una spina SCAME  cod. 200.01633 (del costo di circa ? 22). Si tratta d'una spina a 2 poli + 1 terra + 1pilota, che ha quindi in totale  4 "punte", disposte a croce, di cui una, il pilota, di diametro inferiore rispetto alle altre.

Per la fabbricazione di una prolunga-adattatore si possono seguire le seguenti indicazioni:

Ai 2 poli di questa spina vanno collegati i due fili blu e marrone di un comune cavo elettrico monofase (2poli + terra), che andranno collegati, nella presa da montare all'altro capo del filo, ai due poli corrispondenti.

Al pilota va collegato un capo (credo si chiami "reostato") di una resistenza da almeno 820 Ohm e 2 Watt (io ne ho messa una da 1000Ohm/2Watt, da ? 0,10).

Alla terra vanno collegati insieme l'altro capo (reostato) della resistenza e il filo giallo-verde (terra) del cavo elettrico, che andrà collegato, dall'altro capo del cavo, alla terra della presa al veicolo:

SCHEMA ELETTRICO (un po' artigianale, ma credo chiaro)

spina scame                     presa al veicolo (io ho il tipo tedesco "siemens")

====poloblu----------------------/.../-------------------poloblu====
====pilota------\
                       resistenza
====terra-------/-----------------/.../-----------------------terra====
====polomarrone--------------/.../------------polomarrone====
 

Domani farò una prova e le farò sapere.

A scanso di equivoci, è pacifico che non mi assumo nessuna responsabilità per quanto dovesse accadere ad altre persone che decidessero di seguire queste istruzioni. In ogni caso le consiglio, ovviamente, di pubblicare tutto ciò dopo che avrò visto se funziona o meno. 
Può naturalmente inserire il mio nome in calce alla notizia.

Cordiali Saluti
Mauro Camiz


Subject:         assicurazione che non pratica lo sconto sullo scooter elettrico
   Date:         Tue, 27 Aug 2002 15:01:41 +0200
   From:         andreinalessandro AT tiscali.it

mi chiamo Alessandro e vorrei segnalare che l'assicurazione Toro non pratica
lo sconto del 50% sullo scooter elettrico. cordiali saluti



Subject:         Forum
Date:         Fri, 8 Mar 2002 16:15:20 +010

Salve mi chiamo Paolo De Giusti, sono uno studente di industrial design. Stò preparando la mia tesi di laurea nel campo del trasportation design, in particolare avevo in mente la progettazione di una moto elettrica, un veicolo più grande e con più autonomia degli attuali scooter, che consenta di viaggiare per almeno 300 km con discrete prestazioni, avvalendosi di aree di servizio in cui cambiare il modulo batterie con uno precedentemente caricato (l'area di servizio si occuperebbe di ricaricare il modulo usato rendendolo disponibile per altri utenti ) . Giungendo al nocciolo della questione; stò cercando qualunque tipo di informazione utile riguardo motori elettrici e batterie dell' ultima generazione che potrebbero far al caso mio, se avete notizie suggerimenti o quant'altro potete contattarmi all' indirizzo Iperpaolo AT libero.it  grazie.


   Date:         Thu, 4 Oct 2001 13:55:56 +0200
  From:         "komet.it/marpago" <marpago AT komet.it>

il 2 ottobre 2001 il mio PIC 025 ha compiuto 1 anno. In 1 anno ha percorso 8.500 Km purtroppo ho dovuto sostituire 2 volte la cinghia di trazione perchè si e' spezzata (costo delle 2 cinghie 100.000 lire). Le batterie Optima originali le ho dovute sostituire dopo 6.500 Km perche' non riuscivo quasi piu' a tornare a casa dal lavoro (costo 600.000 lire per le 2 batterie). Nessuna spesa di meccanico e nessuna manutenzione.
Il prossimo anno conto di fare altri 16.000 Km perche' andro' a lavorare piu' lontano (60 Km al giorno . 30 andata + 30 ritorno caricando lo scooter anche al lavoro). Pernso di acuistare lo scooter DAY in modo da avere un po' piu' di autonomia. Saluti Marco. 


Date:         Wed, 11 Apr 2001 00:05:02 +0200
   From:         "Ecoraid2000" <ecoraid2000 AT libero.it>

Per tutti gli appassionati di mobilità a basso impatto ambientale mi presento.Sono Vito Paolo Quinto dal 10 maggio del 2000 detentore del nuovo record di percorrenza con auto elettrica con il seguente percorso :Milano,Brescia,Modena,Firenze,Siena,Montefiascone,Roma,Latina,Gaeta ed infine Napoli. Il tutto in 5 lunghi e avventurosi giorni che hanno dimostrato le potenzialità del veicolo elettrico e la capacità dell'equipaggio composto dal navigatore Antonio Stango e dal veicolo di supporto tecnico condotto da Luciano Sciommari, ma la vera rivelazione è stata quella del constatare l'attenzione della gente verso i temi dell'ambiente e della possibilità di poter ottenere la stessa mobilità permessa dai veicoli dotati di motore a combustione  senza inquinare e senza rumore.Per settembre 2001 partirà il 1°Giro d'Italia con vettura elettrica,se avete suggerimenti vi prego di farmeli pervenire alla mia e-mail:Ecoraid AT libero.it. 


   Date:         Wed, 11 Apr 2001 00:34:30 +0200
   From:         "Ecoraid2000" <ecoraid2000 AT libero.it>

  Per tutti gli appassionati della mobilità pulita mi presento :Vito Paolo Quinto detentore del nuovo record italiano di percorrenza con vettura elettrica ottenuto andando a tappe da Milano a Napoli in 5 lunghi,emozionanti,indimenticabili giorni. Tra poco ricorre un'anno da quel periodo e stò pianificando la prossima avventura di "Ecoraid2000" esattamente il 1°Giro d'Italia sempre con vettura elettrica,se avete suggerimenti oppure semplici adesioni scrivetemi alla mia e-mail  ecoraid2000 AT libero.it .ciao a tutti.



Sent: Monday, May 29, 2006 2:13 PM
Subject: Forum

Ciao. Ho letto il tuo messaggio sul forum di aee.it.
Come neo-possessore di uno scooter elettrico a Firenze mi sono realizzato una prolunga con spina SCAME. Ho notato che in effetti con la sola resistenza non si ottiene l'erogazione della corrente quindi ho deciso di passare per lo schema da te proposto che devo dirti è incompleto.
Alla data in cui ti scrivo stò leggendo un mirror di quel forum quindi può darsi che tu abbia corretto quanto scritto.
Non conosco le tue conoscenze in materia di elettronica peciò mi tocca rivolgermi a te come profano di questa disciplina. Il diodo di cui parli è un componente polarizzato ovvero non è la stessa cosa metterlo da verso o da un'altro come si può fare con la resistenza.
Se il cavo ti funziona mi puoi dire in quale direzione hai messo il diodo? Generalmente i diodi come l'1N4700 ( oppure era 1N4007?) hanno una fascetta argentata in corrispondenza di uno dei due terminali.
 
Ti ringrazio in anticipo
 
Maurizio



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