
|
a r e a
a z z u r r a e l e t t r i c a
Portale dedicato al mondo dei veicoli
elettrici
e della mobilità sostenibile
Electric vehicles Portal
I veicoli elettrici sono il presente ed
il futuro
|
contatti - 338 2035076 |
Le ultime news su MondoElettrico
Tornano le domeniche ecologiche
27
Settembre
2006 - L’AVERE,
la CITELEC e l’EPE si propongono di raccogliere un grande numero di
firme a sostegno della proposta sotto riportata, che verrà
sottoposta rispettivamente al Parlamento Europeo, alla Commissione
delle Comunità Europee e al Consiglio di Unione Europea. 18 Novembre 2006 - L'inquinamento atmosferico impone il
divieto alla circolazione. Tornano le domenica ecologiche a Napoli,
Torino e Milano. Contro l'inquinamento, i sindaci ordinano lo stop alle
auto. Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, ha detto
che il divieto riguarderà non solo il capoluogo ma anche le aree
critiche della regione, e sarà imposto domenica 19 dalle 8 alle
20. Esentate dal blocco solo le auto elettriche. Domenica, ferme le
auto anche a Napoli e nell'hinterland del capoluogo campano: Ercolano,
Marigliano, Pollena Trocchia, San Sebastiano al Vesuvio, San Vitaliano
e Villaricca. Per la quarta volta da gennaio, a piedi a Napoli dalle 9
alle 13.30. Chiuse tre uscite della tangenziale, Vomero, Arenella e
Capodimonte. Potenziato il servizio di trasporto pubblico. Sconti sui
taxi di quattro cooperative. A Torino, auto e moto ferme dalle 10
alle 19 nel centro città. (repubblica.it)Petizione per un trattato europeo per l'energia sostenibile. 11 Novembre 2006 - Attualmente la produzione dei
combustibili fossili sta diminuendo, mentre la richiesta aumenta.
Inoltre l'uso dei combustibili fossili contribuisce ai cambiamenti
climatici che minacciano la terra. Come cittadino della Comunità
Europea richiedo che vi sia un trattato che realizzi lo sviluppo di
energie sostenibili per la Comunità Europea .Per firmare la petizione: http://www.eurenew.eu/ La città avvelenata ![]() LA STATISTICA "Già nel 1984 scoprimmo che la maggioranza dei fiorentini aveva gli apparati respiratori compromessi da agenti inquinanti" LE MOTIVAZIONI "Su questa situazione incide la conformazione del territorio, che favorisce la stagnazione dell'aria e, quindi, delle sostanze nocive" I RILEVAMENTI "Stiamo valutando gli effetti degli ossidanti sull'organismo e anche quelli dei metalli pesanti II cadmio è molto pericoloso" OLTRE IL LIVELLO Qui il livello di Pm10 è di 43 microgrammi per metro cubo, il limite sarebbe 40L'ESPERTO "Viviamo prigionieri in una camera a gas" II professar Gulisano: "I nostri polmoni gravemente minati dalle polveri sottili" "L'APPARATO respiratorio dei fiorentini è gravemente minato dalle sostanze inquinanti". A sostenerlo è il professor Massimo Gulisano, ordinario di Anatomia all'Università di Firenze. Da più di vent'anni il docente universitario studia le ricadute che le sostanze inquinanti producono sulla salute umana. E i dati raccolti sono veramente preoccupanti. "Già nel 1984 — racconta Gulisano — avevamo scoperto che la maggioranza dei fiorentini non aveva apparati respiratori nella norma. L'esame sistematico degli apparati, sulle persone che morivano prima, su un campione di volontari successivamente aveva dimostrato quali possono essere le conseguenze di un'esposizione prolungata ad agenti inquinanti. Il problema di Firenze non è la quantità di sostanze presenti, ma la conformazione del territorio, che favorisce la stagnazione dell'aria, e quindi degli inquinanti". E non è che dentro casa la situazione migliori: nelle abitazioni, che hanno un ricambio d'aria limitato rispetto all'esterno c'è un accumulo maggiore. Uguale situazione nell'abitacolo dell'auto: e tenere finestrini sigillati non serve, anzi aumenta la concentrazione degli inquinanti. Secondo i dati sull'inquinamento resi noti dall'Organizzazione mondiale della sanità di Roma, a Firenze l'inquinamento da Pml0 è arrivato a 43 microgrammi per metro cubo (40 sarebbe il limite). "Il problema—ha detto il professor Gulisano — è che entro il 2010 questo limite dovrebbe abbassarsi a 20. Detto così sembra un'utopia. Ma per dare un quadro della situazione, soffermiamoci sul primo dato. Della metà delle polveri Pml0 registrate, l'80 per cento è inferiore a un micron (potrebbe depositarsi cioè negli alveoli polmonari se inalata). Se riuscissimo ad abbattere le emissioni e ad arrivare per esempio al limite di 40 microgrammi per metro cubo, 30 persone in meno ogni anno morirebbero per tumore al polmone, ictus o infarto del miocardio. Il dato diventa enorme se riferito all'Italia (12mila) o all'Europa (80 mila)". Sempre secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità, abbassando al limite di 40 le emissioni, risparmieremmo in Italia 27 miliardi di euro in cure per malattia. Praticamente una finanziaria. Ma quali sono le sostanze più pericolose? "Stiamo valutando — ha concluso il docente — gli effetti sull'organismo di sostanze ossidanti (ozono), delle diossine, per quanto riguarda il rischio di accumulo nell'organismo, e dei metalli pesanti, come il cadmio. Per quest'ultimo in particolare c'è molto da stare attenti. Spesso è al di sotto del livello di rilevabilità, ma le conseguenze per la salute possono essere terribili". Altri studi sono stati fatti sull'ozono in relazione a casi di morte per il caldo. Più che di decessi per la temperatura elevata, si potrebbe parlare di morti da ozono, cioè da ustione provocata dalla sostanza che è di una elevata tossicità. IL RILEVAMENTO biologico, lo studio sulle conseguenze che le sostanze inquinanti hanno sull'uomo (in alcuni casi anche con danneggiamento al dna) sono fondamentali per l'analisi e la prevenzione. Ma più che altro occorre una corretta informazione sui pericoli che si corrono e soprattutto una politica ambientale molto attenta. Negli anni '80, in base ai dati in possesso del docente universitario, erano circa sette milioni le sostanze immesse nell'atmosfera. Oggi gli inquinanti sono molti di più, maggiori sono i quantitativi; l'unica eccezione è l'ossido di zolfo, un successo ottenuto riducendo la quantità di zolfo nei carburanti. I nostri politici sono ormai determinati a ripartire con la politica degli inceneritori ci saranno pericoli? "Provate a pensare a una nave che affonda — ha detto ancora il medico — e ai marinai che stanno facendo di tutto per tappare le falle. Cosa direbbero se uno di loro scendesse nella stiva con un trapano per fare un altro buco sotto la linea di galleggiamento?" La Nazione 5 Novembre 2006 Progetto RAMses, un trattore elettrico oil free per i paesi del Mediterraneo 1 Novembre 2006 - Il progetto punta allo sviluppo di un
sistema innovativo capace di escludere completamente tutti i problemi
relativi alla esponenziale crescita dei costi dei carburanti derivanti
dalle riserve fossili, permettendo all’azienda agraria, in particolare
quella vivaistica o posta in aree particolarmente svantaggiate, una
indipendenza totale dalle fonti fossili (gasolio, lubrificanti,
additivi, ecc…) che incidono fortemente sul bilancio dell’azienda
stessa. L’obiettivo principale, quindi, si basa sullo sviluppo di un
trattore di piccola taglia azionato da motori elettrici (con energia
fornita da) batterie. Queste batterie saranno caricate direttamente
dalla fonte solare mediante pensiline fotovoltaiche di nuova
generazione e di alta efficienza. Crediamo che la tecnologia dei
veicoli elettrici sia ormai sufficientemente sviluppata per essere
sfruttabile nella costruzione di un veicolo leggero e praticabile per
usi agricoli. Il veicolo sarà, inoltre, utilizzabile per vari
tipi di trasporti (vasi, sacchi, prodotti agricoli, ecc…), per
l'irrigazione (come pompa solare), per l’applicazione di
antiparassitari; inoltre potrebbe funzionare anche come veicolo
stradale di bassa velocità per tutti gli usi necessari. Questo
tipo di prototipo è particolarmente adatto ai paesi a sud del
Mediterraneo dove il potenziale in energia rinnovabile è molto
alto in termini di irradiazione solare. Come ulteriore vantaggio, un
tale veicolo può fare diminuire drammaticamente l'inquinamento
atmosferico causato dall'uso dei trattori convenzionali ed è
quindi particolarmente adatto ad alcune colture agricole tipiche dei
paesi mediterranei quali le colture prodotte in vivai aperti. Non solo,
la presenza della pensilina fotovoltaica consente, oltre alla ricarica
delle batterie, l’utilizzo dell’energia prodotta in eccedenza per
fornire una certa quantità di elettricità (1,5 – 2 kW)
alla casa padronale, per il funzionamento di celle frigorifere, ecc… Il
sistema trattore elettrico – pensilina fotovoltaica, conterà su
tre caratteristiche principali: 1. Sarà costruito usando le
parti standardizzate, facilmente recuperabili nei paesi mediterranei,
2. Il sistema sarà facile da montare e funzionare, 3.
Sarà alimentato esclusivamente da energia solare, abbattendo i
relativi costi di gestione. La Durata del Progetto è stimata
circa 36 mesi. Al progetto partecipano 11 partners appartenenti a 7
paesi (4 dell’Unione Europea: Italia, Irlanda del Nord, Polonia e
Spagna e 3 del sud del Mediterraneo: Libano, Marocco e Giordania) ed
è coordinato dal Dipartimento di Economia Agraria e Risorse del
Territorio (Facoltà di Agraria – Università di Firenze).Indagine Arpat e AA su polveri fini PM1 25
Ottobre
2006 - Riporto qui di seguito
l'indirizzo dove reperire il testo
di un documento ARPAT in formato PDF : www.aae.it/ARPAT-182-06.pdf
Come già discusso nel passato qui si ha la conferma della estrema pericolosità delle polveri fini più piccole del conosciutissimo PM10 che ne rappresentano in massa addirittura il 50%. Questi aggeggi arrivano direttamente nel nostro sangue senza che alcun filtro del nostro apparato respiratorio sia in grado di bloccarli. Detto questo, che è già spaventoso, devo aggiungere che esiste ancora un microparticolato più piccolo ancora di quello indagato dall'Arpat e altri che rappresenta il picco di produzione dei motori a combustione interna (0,1 / 0,2 micron) che risulta ancora del tutto sconosciuto a qualsiasi tipo indagine nazionale. Già sappiamo che queste polveri nel sangue tendono a creare trombi e quindi ictus ( a livello cerebrale) e arresti cardiaci. Non raccontiamoci balle con presudosoluzioni pseudotecnologiche! Non esiste altra soluzione che quella di mettere al bando i motori ICE. Ne abbiamo la possibilità con i VEICOLI ELETTRICI. Finanziaria: incentivare le auto elettriche 18
Ottobre
2006 - Al termine di una riunione di
maggioranza a Montecitorio sembra che i 160 milioni del fondo andranno
al trasporto pubblico riprendendo la proposta avanzata in mattinata dal
ministro Pecoraro Scanio che voleva togliere la detassazione per le
auto Euro 4 e investire le risorse del taglio del bollo per la
mobilità sostenibile e il trasporto pubblico. E' stato chiesto
un fondo rotativo per la mobilità sostenibile da inserire nella
Finanziaria e di togliere la detassazione prevista per gli Euro 4 per
investire soldi del taglio del pagamento del bollo nel trasporto
pubblico e nella mobilità sostenibile e permettere agli Enti
Locali di incentivare il servizio. Per le città, secondo
Pecoraro Scanio, sarebbe meglio prevedere un trasporto eco-sostenibile
e incentivare le auto elettriche.Domenica senz'auto aSan Benedetto Del Tronto 15
Ottobre
2006 - E' di nuovo tempo di spegnere i
motori. Torna, infatti, oggi la domenica senz'auto per cercare di
contrastare l'inquinamento nell'aria e promuovere al tempo stesso una
mobilità alternativa. Per la giornata odierna la Polizia
municipale ha studiato le seguenti modalità: transito vietato a
tutti i veicoli a motore dalle 10 alle 18 all'interno dell'area
delimitata a nord da via Manzoni, ad est dal rilevato ferroviario, a
sud da via Voltattorni, ad ovest dalla Statale 16. Potranno circolare:
veicoli elettrici. (sambenedettoggi.it)Arrivano gli incentivi per l'acquisto di biciclette e scooter elettrici 15 Ottobre
2006 - Il Comune di Maranello, per promuovere
la mobilita' sostenibile e ridurre l’inquinamento atmosferico, mette a
disposizione contributi per l’acquisto di biciclette e scooter a
trazione elettrica.CHI PUO' ACCEDERE ALL'INCENTIVO: i cittadini residenti nel Comune di Maranello alla data dell’acquisto del mezzo ammesso ad incentivo (un solo mezzo nell'arco di tre anni) e le associazioni sportive e di volontariato, le ONLUS e le cooperative sociali senza fini di lucro con sede operativa nel territorio comunale (al massimo 5 mezzi per ogni beneficiario nell'arco di tre anni). QUALI MEZZI SONO AMMESSI ALL'INCENTIVO: - biciclette elettriche, cioe' dotate di un motore ausiliario elettrico la cui alimentazione viene interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 KM/h o prima se il ciclista smette di pedalare (art.50 del Codice della Strada); - scooter elettrici omologati per la circolazione stradale, cioe' ciclomotori a due, tre o quattro ruote a trazione elettrica, che possono raggiungere la velocita' massima di 45 Km/h in piano e consentono il trasporto di una sola persona (art.52 del Codice della Strada). In tutti i casi si deve trattare dell'acquisto di veicoli nuovi, che devono rispondere alle norme del Codice della Strada e alle altre norme nazionali ed europee in materia. A QUANTO AMMONTA L'INCENTIVO: l’incentivo copre il 30% del prezzo di vendita del mezzo (IVA inclusa), per un massimo di 250,00 Euro per la bicicletta e di 400 Euro per lo scooter. QUANDO SI PUO' RICHIEDERE L'INCENTIVO: Il provvedimento e' gia' operativo (e' stato approvato con delibera di Giunta Comunale n. 123 del 03/10/2006) e si puo' accedere agli incentivi fino a esaurimento delle risorse stanziate. COME SI PUO' ACCEDERE ALL'INCENTIVO: Gli interessati devono compilare il modulo di prenotazione (v. Allegato B in fondo alla pagina) e inviarlo, anche via fax, al Servizio Ambiente, che accerta i requisiti e la disponibilita' economica residua, e rilascia il nulla osta in base ai criteri seguenti: - assegnazione dell’incentivo in via prioritaria ai cittadini privati, in ordine decrescente di eta' (precedenza ai piu' anziani) - assegnazione dell’incentivo in via secondaria alle associazioni e cooperative sociali, secondo l'ordine di presentazione della domanda. Ottenuto il nulla osta, gli interessati hanno 90 giorni di tempo per acquistare il veicolo. Per ricevere l’incentivo gli acquirenti devono poi presentare al Servizio Ambiente i documenti seguenti: - richiesta di liquidazione dell’incentivo (v. Allegato C in fondo alla pagina), con indicazione delle modalita' del rimborso - copia della fattura o ricevuta fiscale rilasciata dal rivenditore/produttore, che riporti la marca e il modello del prodotto e un importo pari a quello indicato nel modulo di prenotazione (Allegato B) - copia di un documento d’identita' valido - dichiarazione sostituiva di certificazione (v. Allegato D in fondo alla pagina) Gli incentivi vengono liquidati con cadenza bimestrale. RIVENDITORI E PRODUTTORI CHE INTENDONO ADERIRE ALL'INIZIATIVA: i produttori e i rivenditori interessati devono presentare una richiesta via fax (v. Allegato A in fondo alla pagina) con l'indicazione di nome e caratteristiche dei mezzi venduti, prezzo di listino e sconto minimo che intendono applicare per i beneficiari dell’iniziativa. L’elenco dei produttori e dei rivenditori verra' pubblicizzato e aggiornato dal Comune. Potranno essere ammessi all'incentivo anche mezzi acquistati presso rivenditori non aderenti all’iniziativa, a condizione che il beneficiario dell’incentivo dichiari la rispondenza del veicolo alle norme vigenti in materia. E INFINE... - il beneficiario dell’incentivo deve impegnarsi ad applicare sul mezzo l’adesivo riportante il logo 'Liberiamo l’Aria' fornito dal Servizio Ambiente al momento della richiesta di liquidazione, e a smaltire le batterie esauste in modo conforme alle normative sui rifiuti pericolosi - il Comune di Maranello puo' richiedere la restituzione dell’incentivo nel caso in cui venga riscontrato un utilizzo o uno smaltimento improprio del mezzo o di sue parti (comune.maranello.mo.it) In partenza il Primo ‘’Ecorally’‘ 8
Ottobre 2006 - Parte oggi, domenica 8 ottobre, da
piazza San Pietro alle ore 12.30, dopo la recita dell’Angelus Domini
con il Santo Padre, percorrendo nel pomeriggio 394 chilometri, per
arrivare in serata in cima al Monte Titano nella Repubblica di San
Marino, il Primo Ecorally Internazionale, manifestazione
automobilistica di consumo e regolarità, riservata ai veicoli
alimentati con carburanti ecologici. Finalità di questa
manifestazione è la promozione e lo sviluppo dei veicoli ad
energie alternative e comunque a basso impatto ambientale. In armonia
con la natura pionieristica dello sport dell’Automobile, innumerevoli
concetti tecnici sono testati attraverso la competizione. Questa
manifestazione intende dimostrare al pubblico le performance di questi
veicoli e la loro adattabilità all’uso quotidiano. Percorso e altre informazioni si trovano qui. Direttiva europea ed italiana contro le batterie al nichel cadmio 7
Ottobre 2006 - Finalmente la direttiva europea per
impedire l'uso di batterie inquinanti è stata recepita anche
dall'Italia. Infatti è uscita in Gazzetta Ufficiale n.266 del
26.9.2006 la "DIRETTIVA 2006/66/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO del 6 settembre 2006 relativa a pile e accumulatori e ai
rifiuti di pile e accumulatori che abroga la direttiva91/157/CEE" che bandisce l'uso delle batterie a nichel cadmio per ragioni di inquinamento ambientale. Ciò si applica anche per le batterie NiCd nei veicoli elettrici. Oltretutto questo tipo di batterie era l'unico ad averre il cosiddetto effetto memoria, con tutto quello che di negativo si portava dietro. In effetti solo i costruttori francesi hanno adottato le NiCd per i loro veicoli elettrici, Citroen, Peugeot per le auto e ancora Peugeot per gli scooter. Tutti veicoli estremamente affidabili, comunque. Anche la Piaggio ha realizzato due o tre anni fa uno scooter con NiCd ma tutta l'elettronica era Peugeot. Per anni i francesi hanno cercato di procrastinare l'applicazione di questa delibera in Europa per favorire la loro azienda nazionale costruttrice di batterie ma adesso hanno dovuto cedere le 'armi'. La Saft e i costruttori francesi si stanno indirizzando verso le batterie al litio. Schwarzenegger contro l'effetto serra e contro le case automobilistiche 1
Ottobre 2006 - Il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha
firmato a San Francisco una nuova legge proprio per limitare l'effetto
serra, imponendo per la prima volta una serie di tetti alle emissioni
delle centrali per la produzione di energia, delle raffinerie e delle
industrie. Alla fine di agosto, il governatore aveva annunciato
l'intenzione di ridurre del 25 per cento le emissioni di anidride
carbonica entro il 2020, per tornare al livello del 1990.Petizione a sostegno dello sviluppo dei veicoli elettrici a batteria, ibridi e a celle a combustibile L’esaurimento delle risorse petrolifere e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall’importazione di prodotti petroliferi e spingono quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. In aggiunta agli aspetti economici e politici, sussistono inoltre importanti motivazioni ambientali che rendono oggi ineludibile modificare il nostro sistema dei trasporti: il riscaldamento globale del pianeta, l’ozono, le piogge acide, l’ambiente urbano, ecc. Nell’attuale contesto energetico e ambientale, è essenziale che le competenti Autorità Europee promuovano lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie in grado di ridurre sia la nostra dipendenza energetica che l’impatto dell’attività umana sull’ambiente. I veicoli elettrici (a batteria, ibridi, e a celle a combustibile) costituiscono una parte importante di queste tecnologie. L’AVERE, la CITELEC e l’EPE, chiedono pertanto al Parlamento Europeo, alla Commissione delle Comunità Europee, e al Consiglio di Unione Europea, di attivare un esteso programma a sostegno dello sviluppo industriale e della dimostrazione dei veicoli elettrici a batteria ed ibridi, al fine di dare risalto ai consistenti ed immediate benefici che tali tecnologie sono in grado di fornire in termini di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni atmosferiche, così da rimuovere le incertezze che hanno finora ostacolato il loro concreto e significativo accesso al mercato. L’AVERE, la CITELEC e l’EPE chiedono inoltre che tali misure vengano avviate il più rapidamente possibile, tenuto conto che i maggiori competitori commerciali e tecnologici dell’Europa, come il Giappone, gli USA e la Cina, sono già impegnati in programmi analoghi su scala importante. I veicoli elettrici a batteria sono una soluzione tecnicamente disponibile, in grado di garantire risparmi energetici e riduzioni delle emissioni anche superiori al 50% in rapporto ai veicoli equivalenti con motore endotermico, e sono caratterizzati da emissioni locali del tutto nulle. Le nuove batterie al Litio o al Na/NiCl permettono di raggiungere autonomie dai 150 ai 250 km, che porterebbero per questi veicoli ad un mercato potenziale dell’ordine del 20-35% di quello complessivo della mobilità su strada. Queste prestazioni sono adeguate ad una frazione significativa della mobilità pendolare, alle “seconde” vetture di famiglia, e a gran parte dei veicoli leggeri per usi commerciali e aziendali. Una tale scala di mercato porterebbe il prezzo dei veicoli a batteria a valori non molto superiori a quello dei veicoli convenzionali; la differenza di prezzo verrebbe compensata dal loro basso consumo di energia, che permetterebbe il recupero dell’extracosto in meno della metà della vita del veicolo, con un netto vantaggio economico sull’intero arco di vita dello stesso. I veicoli elettrici ibridi rappresentano una soluzione in grado di portare a risparmi energetici del 20-30% rispetto a quelli con solo motore endotermico. Questo risparmio, congiuntamente a significative riduzioni delle emissioni, può essere ulteriormente accresciuto se le batterie vengono ricaricate direttamente dalla rete elettrica. Questi veicoli sono equipaggiati con batterie Ni/MeH o al Litio, e/o con supercondensatori, e non hanno limitazioni di autonomia salvo quando funzionano a emissioni zero in “puro elettrico”, alimentati dalla sola batteria. Si indirizzano quindi allo stesso mercato dei veicoli convenzionali, che potrebbe essere totalmente soddisfatto da un mix di veicoli ibridi e a batteria . Con un mercato di tali dimensioni il prezzo dei veicoli ibridi risulterebbe non molto superiore a quello dei veicoli convenzionali; la differenza di prezzo verrebbe compensata dal loro ridotto consumo, che permetterebbe il recupero dell’extracosto in meno della metà della vita del veicolo, con un netto vantaggio economico sull’intero arco di vita dello stesso. I veicoli elettrici a celle a combustibile rappresentano una soluzione di lungo termine, non praticabile su base commerciale significativa per i prossimi 15 o 20 anni. Costituiscono un’evoluzione tecnologica dei veicoli elettrici, in cui la batteria è sostituita parzialmente o totalmente da una cella a combustibile, eventualmente associata a supercondensatori. Questa tecnologia è interessante perchè utilizza l’idrogeno quale vettore energetico, anche se le prestazioni energetiche ed ambientali che ne derivano saranno inferiori a quelle dei veicoli a batteria e risulteranno probabilmente confrontabili con quelle dei veicoli ibridi. L’associazione delle celle a combustibile con le batterie e i supercondensatori porta ad autonomie intermedie tra quella dei veicoli a batteria e quella dei veicoli ibridi; i veicoli a celle a combustibile possono quindi complementare i precedenti. Questi veicoli potranno essere offerti a un prezzo paragonabile a quello dei veicoli elettrici a batteria ed ibridi. Il recupero degli extracosti dipenderà fortemente dal costo dell’idrogeno, nel quadro di una economia in cui l’impiego diretto dell’energia elettrica (nei veicoli a batteria e ibridi) sarà in competizione con l’impiego indiretto della stessa (o l'uso di altre fonti energetiche) per la produzione dell’idrogeno. I veicoli elettrici a batteria, ibridi, e a celle a combustibile, possono utilizzare un più esteso ventaglio di fonti energetiche pulite rispetto ai veicoli convenzionali; possono quindi condurre verso un impatto ambientale prossimo allo zero e, nello stesso tempo, ad uno svincolamento dalle dipendenze energetiche mai raggiunto prima. Firma on line: http://www.cleanvehicle.com/sign.php Firma scaricando PDF: http://www.cleanvehicle.com/petpdf2blz.php 27
Settembre
2006 - Tenuto
conto che i limiti di inquinamento vengono superati soprattutto nei
centri urbani dove vi è alta concentazione di traffico se ne
deduce che l'inquinamento è prodotto dai motori a scoppio.
Considerare solo il superamento dei limiti, qualunque essi siano, dati
dai PM10 non è significativo o, perlomeno, qualitativamente
significativo. Qualche tempo fa l'ARPA di Roma ebbe la notorietà
su molti giornali e la notizia fu riportata da alcune televisioni
per la dichiarazione che nei filtri delle centraline di misura nel
particolato si ritrovavano in percentuale maggiore residui derivati da
parti di insetti morti, polveri varie non pericolose e sali di
provenienza marina. Ergo sarebbe stato giusto per l'ARPA elevare
il limite di legge poichè queste sostanze non erano pericolose
per la salute umana. Concordando con l'evidenza scientifica che polveri
grossolane, residui di insetti, sali marini trasportati dalle correnti
non sono generalmente dannosi per la salute se non per quegli individui
che siano specificamente allergici ad esse non è
accettabile insinuare l'ipotesi dell'aumento dei limiti. ![]() L'evidenza scientifica e l'analisi clinica nella enorme letteratura medica ha assodato che la pericolosità delle sostanze volatili disperse nell'aria risiede in: 1) composizione chimica; 2) dimensione delle sostanze. Per quanto riguarda la composizione chimica abbiamo una vaga idea quando raggruppiamo l'ipotetica composizione in monossido di carbonio, ossidi di azoto, biossido di zolfo, poveri, idrocarburi, idrocarburi policiclici aromatici e nulla sappiamo della ricombinazione secondaria. Nulla sappiamo della quantità presente nell'aria. Sappiamo solo che ciascuno di questi è potenzialmente dannoso singolarmente preso (cancro, danni irreversibili di altra natura) e non abbiamo la più vaga idea di quale possa essere il danno alla salute sommando agli altri ciascuno degli inquinanti. Certamente la somma non sarà lineare. Ricerca scientifica uguale a ZERO. La dimensione delle sostanze è un altro parametro da prendere in considerazione. Più piccole sono le dimensioni pei Pm meno difese ha il nostro organismo. Al di sotto di un micron, o giù di lì, il particolato entra direttamente nel circolo sanguigno, dai polmoni nel sangue. Niente lo può fermare. Sappiamo che il picco di particolato prodotto dai motori a scoppio (benzina o diesel) rientra nelle dimensione tra 0,1 / 0,2 micron. Ciò significa che con tutta probabilità queste sostanze ce le ritroviamo all'interno del nostro corpo in una quantità sconosciuta. Misuriamo i PM10, forse i PM 2,5 ma non andiamo ad indagare sulle misure più piccole dei PM. Quale è la quantità in percentuale il particolato fine e ultrafine in rapporto al PM misurato dalle centraline? Siamo sicuri che i filtri delle centraline riescano a misurare (in peso) il particolato ultrafine? Siamo sicuri che i filtri riescano ad intrappolare il microparticolato? Sono risposte che non abbiamo perchè sono domande che le autorità non hanno posto. Non sappiamo niente delle sostanze che più sono dannose alla nostra salute. Di conseguenza non sappiamo nulla del tempo di esposizione a queste sostanze, altro motivo di preoccupazione. Nel migliore dei casi schiattiamo o siamo colpiti da malattie invalidanti per ictus, arresti cardiaci, cancro. La California contro i colossi dell'auto. I gas di scarico contribuiscono pesantemente al surriscaldamento globale 21
Settembre
2006 - Citati in giudizio alcuni produttori con
l'accusa di costruire veicoli le cui emissioni sono costate allo Stato
milioni di dollari. Sul banco degli imputati ci sono niente di meno che
DaimlerChrysler, Honda, Nissan, Toyota, Ford e General Motors. L'accusa
è di irresponsabilità ambientale e sociale e violazione
della legge che fissa standard molto più rigidi in materia di
smog ed emissione dei gas serra. Ancora una volta è in corso
dunque una battaglia tra istanze politiche-sociali e interessi privati
ma, sulle strade della California, avviene qualcosa che non era mai
successo prima. (Epa) Tutto risale a un mese fa, quando i
legislatori dello Stato hanno adottato la prima legge che limita la
produzione dei gas killer del 25%. Ma già nel 2004 lo Stato
americano aveva richiamato l'industria dell'auto a una condotta
più responsabile. Il fatto è che la normativa obbliga i
produttori a maggiori costi di produzione. Si stima infatti un onere
aggiuntivo di 240-330 dollari tra il 2009 e il 2011 e di 540-850
dollari tra il 2012 e il 2014 per ogni veicolo prodotto. E loro, i
signori dell'automobile, non ci sentono. In barba a tutte le belle
parole sulla «corporate social responsibility» hanno
declinato ogni invito e ora si lamentano della «seccatura».
Ma Terminator, si sa, fa sul serio e li porta in tribunale, chiedendo
un risarcimento monetario per l'impatto sul surriscaldamento globale.LA
NON-RISPOSTA – La lobby dei produttori di automobili si appella
all'incostituzionalità del provvedimento, sostenendo che i nuovi
standard comporterebbero anche una riduzione dei consumi e che
automaticamente la materia entrerebbe nelle competenze del governo
centrale. Per il momento, alla notizia della causa, le reazioni sono
state delle più diverse, da Toyota che si appella a un
«no-comment», a Honda che si dice impegnata nello sviluppo
di una nuova tecnologia «eco-friendly». Per le
organizzazioni no-profit, come la Center for automotive research, la
ritorsione giudiziaria costituisce un precedente importantissimo nel
mondo intero e un segnale della volontà di cambiamento. LA
PREDIZIONE DELL'ECONOMIST – Il discorso si ricollega al servizio
dell'Economist della settimana scorsa, il cui titolo suonava più
o meno così: «L'atteggiamento degli americani a proposito
del global warming è complesso, e sta cambiando». Nella
stessa inchiesta Mr. Schwarzenegger veniva definito come uno dei
politici più verdi in circolazione. In parte, spiegava il
settimanale britannico, per le sue personali convinzioni, in parte
perché i californiani hanno una coscienza e una
sensibilità ambientale particolarmente evolute. Ancora una volta
l'Economist ha visto lungo. (corriere.it)UE: giornata senz'auto, a piedi in oltre mille città ![]() 21
Settembre
2006 - BRUXELLES - Sono circa 1050 le
città, per un totale di 165 milioni di abitanti, che quest'anno
hanno aderito alla settimana europea della mobilità, che si
svolgerà da domani fino al 22 settembre. Con la quinta
iniziativa del genere la Commissione Ue intende convincere il maggior
numero di persone possibile a lasciare l'auto privata a casa e ad
utilizzare di più mezzi di trasporto non inquinanti. Le vetture
sono responsabili di oltre il 10% delle emissioni di gas ad effetto
serra e nocivi per la salute e per l'ambiente, ricorda l'esecutivo
europeo che invita ad usare l'auto solo per "lo stretto necessario". Il
buon esempio però dovrebbe cominciare, hanno fatto notare
stamani alcuni cronisti in sala stampa nel corso della presentazione
dell'iniziativa, proprio dalla stessa Commissione, a partire dal suo
presidente José
Manuel Barroso, che viaggia in fuoristrada, per proseguire con i suoi
dipendenti, anch'essi spesso poco inclini ad usare tram o metrò.
A Bruxelles, capitale dell'Europa, si fa rilevare, la giornata
senz'auto si terrà domenica prossima, ossia in un giorno
festivo, mentre la Commissione quest'anno ha invitato le
autorità locali a scegliere il 22 settembre, un giorno
lavorativo, nell'intento di modificare, almeno per una giornata, la
cattiva abitudine di andare in ufficio o in fabbrica con la propria
auto. Dall'Europa la sensibilità verso il problema dello smog
delle città si è ormai esteso anche altre parti del
mondo. Iniziative per scoraggiare l'uso dell'auto privata o comunque
per l'utilizzo di mezzi meno inquinanti si ripetono da tempo anche in
Brasile, Canada e Giappone.50 Scooter elettrici italiani alle poste belghe 8 Settembre
2006 - De Post-La Poste, the national postal
company of Belgium, and Oxygen, an Italian manufacturer of light
electric vehicles, have signed a two-year contract for the supply of
lithium-ion battery powered scooters. The first set of 50 Oxygen
scooters will be tested by the Belgian post operator over the next six
months, after which La Poste will decide on the further integration of
the Postscooter within the La Poste fleet. Ticket di ingresso a Milano per bloccare 150 mila auto 5 Settembre
2006 - Dopo
tante indiscrezioni sul blocco del traffico a Milano, la nuova giunta
di Letizia Moratti annuncia le linee guida del discusso provvedimento,
che prevede come punto cardine della strategia antismog l'introduzione
della cosiddetta "pollution charge": vale a dire l'adozione di un
ticket d'ingresso per le automobili provenienti da fuori città.
"Il nostro obiettivo - spiega l'assessore alla Mobilità,
Trasporti e Ambiente, Edoardo Croci - è di ridurre le emissioni
del traffico del 20%, partendo dal presupposto che a Milano entrano
ogni giorno 763.500 veicoli, escluse le due ruote. Il 13,5% sono
veicoli commerciali, l'86,5% automobili. Di queste auto il 69,5%
appartiene a persone che non risiedono nel comune di Milano. Con
l'applicazione della "pollution charge" contiamo di ridurre di 150mila
unità il numero di veicoli che entrano in città". Il
ticket sarà sperimentato a partire dal gennaio 2007, ed
entrerà a pieno regime a primavera, quando saranno stati
installati i varchi elettronici di ingresso. Nel capoluogo lombardo
sono previsti investimenti per convertire la flotta dei mezzi pubblici
a carburanti meno inquinanti come metano e gpl e dal luglio 2007 un
progetto di legge della Regione Lombardia vieterà la
circolazione degli autobus Euro O privi di efficiente filtro
antiparticolato e delle moto non catalizzate, mentre dal 1 ottobre 2007
è previsto il bando della circolazione per tutti i veicoli Euro
0 (circa un milione) sia diesel che benzina. (kataweb.it)Progetto Levante: proposta di programma Martedì
5 settembre 2006: Roma - TarquiniaMartedì 5 settembre ore 8/12 a Roma: sfilata carovana veicoli in centro Città Martedì 5 settembre ore 15 a Roma: esposizione veicoli in centro città Martedì 5 settembre ore 20 a Tarquinia: ricovero e ricarica, cena e pernottamento Mercoledì 6 settembre 2006: Tarquinia – Orbetello/Albinia – Grosseto – Siena Mercoledì 6 settembre ore 7 a Tarquinia: partenza Mercoledì 6 settembre ore 10 a Orbetello/Albinia: sosta per ricarica in zona camping Mercoledì 6 settembre ore 14 a Orbetello/Albinia: partenza zona camping-mare Mercoledì 6 settembre ore 15 a Grosseto: sfilata per il centro in attraversamento città Mercoledì 6 settembre ore 19 a Siena: arrivo in città, sfilata ed esposizione veicoli, incontro autorità Mercoledì 6 settembre ore 21 a Siena: ricovero e ricarica, cena e pernottamento Giovedì 7 settembre 2006: Siena – Poggibonsi – Firenze Certosa – Firenze Giovedì 7 settembre ore 8 a Siena: partenza Giovedì 7 settembre ore 11 a Poggibonsi: esposizione in centro città Giovedì 7 settembre ore 13 a Poggibonsi: partenza dal centro città Giovedì 7 settembre ore 16 a Firenze Certosa: arrivo e incontro con la polizia municipale Giovedì 7 settembre ore 19 a Firenze: sfilata ed esposizione in centro città, incontro con autorità Giovedì 7 settembre ore 21 a Firenze: ricovero e ricarica, cena e pernottamento Venerdì 8 settembre 2006: Firenze – Prato – Montemurlo – Pistoia – Signorino – Passo Collina – S. Pellegrino – Porretta – Silla – Riola – Vergato – Marzabotto – Sasso Marconi – Casalecchio – Bologna centro - Bologna Venerdì 8 settembre ore 7 a Firenze: partenza dal camping Venerdì 8 settembre ore 8 a Prato: si segue la strada provinciale 325 Venerdì 8 settembre ore 8.30 a Montemurlo Venerdì 8 settembre ore 9.10 a Pistoia: innesto sulla strada provinciale 64 (Porrettana) Venerdì 8 settembre ore 11/14 a Porretta: ricarica e pranzo Venerdì 8 settembre ore 15.45 a Sasso Marconi Venerdì 8 settembre ore 16.30 a Bologna centro: sfilata carovana in piazza Maggiore Sabato 9 settembre 2006: Bologna – Castelfranco Emilia – Modena - Maranello Sabato 9 settembre ore 9 a Bologna: partenza Sabato 9 settembre ore 9.30 a Castelfranco Emilia Sabato 9 settembre ore 10 a Modena Sabato 9 settembre ore 14 a Maranello – esposizione mezzi Sabato 9 settembre ore 15-17.30 a Maranello – Convegno “Energie rinnovabili e mobilità” Sabato 9 settembre ore 18 a Maranello – giro conclusivo dei mezzi nella pista Ferrari di Fiorano Modenese PM ovvero: polvere sei e polvere tornerai Firenze, 3 Settembre
2006 - Health Canada è un dipartimento
federale canadese che si interessa per informare i propri cittadini per
quanto riguarda la loro salute e cosa fare per migliorarla. Nel loro
sito http://www.hc-sc.gc.ca c'è una esauriente
informazione riguardo le polveri sottili (PM). Potete leggere che le fonti dell'inquinamento da polveri provengono da cause naturali e antropogeniche. In atmosfera le polveri sono soggette a ulteriore reazione producendo particolato di ricombinazione o secondario. 1- I processi di combustione ad alte temperature e le reazioni secondarie producono particolato minore o uguale a 2,5 micron (PM2,5) 2- Le polveri naturali e quelle prodotte dall'uomo derivanti da processi meccanici costituiscono polveri più grandi di 2,5 micron. I trasporti sono responsabili di gran parte della produzione di polveri per la combustione dei motori, l'usura delle parti meccaniche, dei freni e delle gomme. 1- i veicoli a benzina e diesel producono polveri fino a 10 micron (PM10) ma l'89% (benzina)e il 92% (diesel) sono polveri più piccole di 2,5 micron (U.S.A. - Cooper et al., 1987 ). 2- misurazioni hanno stabilito che i mezzi pesanti producono da 6 a 100 volte di più polveri rispetto alle auto ((Hildemann et al., 1991a; NRCC, 1982; Williams et al., 1989) 3- le automobili hanno il picco di produzione di polveri a 0,1 micron (PM 0,1); i mezzi pesanti diesel hanno il picco a 0,2 micron (PM0,2)(Hildemann et al., 1991a). Per la composizione delle polveri vi rimando al sito web. Otto/nove decimi delle polveri prodotte dai mezzi di trasporto sono sotto i 2,5 micron. Il picco però è 0,1 e 0,2 micron cioè quella frazione che è riconosciuta essere la più pericolosa per la salute umana (ictus, infarti). Qualcuno dovrebbe fare di più per preservare la nostra salute. Kite Wind Generator Premiato a Firenze Firenze,
26 Agosto
2006 - Ieri è stato assegnato a Massimo
Ippolito, per il progetto Kite Wind Generator, il premio World
Renewable Congress Award a conclusione del congresso internazionale
biennale sulle energie rinnovabili in corso a Firenze. L' appuntamento
vedeva coinvolti un gran numero di governi, istituzioni internazionali,
università, industrie, fornitori e consumatori, tra cui Unesco e
Intelligent Energy Europe, che si pongono l'obiettivo di perseguire
strategie sostenibili, accessibili e economicamente fattibili per lo
sviluppo di energia da fonte rinnovabile, con sicurezza nella sua
produzione ed equità nella sua distribuzione, nel rispetto dei
vincoli ambientali. Il congresso premia con il Renewable Energy Award
le persone e le organizzazioni che, a livello mondiale, hanno dato
contributi di eccellenza nel settore e quest'anno il premio è
stato conferito a Massimo Ippolito, fondatore della Sequoia Automation
srl. Il Kite Wind Generator è un progetto di produzione di
energia eolica che sfrutta i venti di alta quota, che spirano
costantemente e con velocità assai maggiori dei venti a terra e
che per questo sono in grado di sviluppare potenze che vanno dalle
centinaia alle migliaia di MegaWatt e con una costanza non immaginabile
per i venti a terra. Un singolo impianto potrebbe in questo modo
fornire l'energia di centinaia o migliaia di Torri eoliche
tradizionali. ''Spero che le possibilità offerte da questa nuova
fonte di energia rinnovabile - ha commentato Ippolito - non si
traducano in un incentivo per maggiori consumi, ma contribuiscano,
unitamente al risparmio energetico, a rendere più dolce la
necessaria transizione dalle energie di fonte fossile a quelle di fonte
rinnovabile e, in generale, ad essere uno strumento utile per alleviare
la penuria energetica e la crisi alimentare da essa derivante, nella
lunga transizione verso un incruento riequilibrio demografico ed oltre
la crescita economica''. Progetto Levante Firenze, 26 Agosto
2006 - Il Progetto Levante nasce dalla
collaborazione tra l’Ipsia “Ferrari” di Maranello, il NAC (Nakanihon
Automotive College) di Nagoya (Giappone) e il Comune di Maranello. La “traversata” Roma – Maranello riguarda quattro team di mezzi solari seguito da 7 mezzi di assistenza, di cui quattro veicoli elettrici. Del gruppo fanno parte circa 30 persone (studenti ed insegnanti italiani e giapponesi a bordo dei mezzi, fotografo, giornalisti). L’Ipsia Ferrari ed il Nakanihon Automotive College di Nagoya, prestigiosa scuola di specializzazione per grandi motori giapponese, hanno una forte esperienza su questa tipologia di eventi. La collaborazione con i partner asiatici ha già prodotto negli scorsi anni la partecipazione all’importante gara internazionale di veicoli solari svoltasi nella provincia di Aikita e la coprogettazione di una vettura solare con cui un gruppo di studenti e docenti italiani e giapponesi hanno percorso un lungo tratto della via della seta in territorio Cinese. Sempre in collaborazione col N.A.C. l’Ipsia Ferrari di Maranello ha partecipato al periplo dell’isola di Hokkaido (nord del Giappone) con un’auto solare. Queste ed altre esperienze nel settore pongono l’Ipsia Ferrari all’avanguardia nella ricerca riguardante i veicoli solari. La partenza è in programma per il 5 settembre 2006 da Roma, l’arrivo è a Maranello il 9 settembre: dove si terrà un giro conclusivo dei mezzi nella prestigiosa Pista Ferrari di Fiorano Modenese. In occasione dell’arrivo si terrà un convegno sulle energie alternative. Nanopatologie e dieselpatologie 19 Agosto
2006 -Dieselpatologie
(PM10-PM2,5), certe e comprovate da innumerevoli studi, portano a morte
9.000 persone ogni anno nel Regno Unito. Quante morti nel resto
dell'Europa ed in particolare in Italia dove i motori diesel la fanno
oramai da padrona? Qui si parla di attacchi cardiaci ma non è da
scordare che anche l'ictus è provocato dalle stesse cause. Nel
2008 i diesel dovranno avere il filtro antiparticolato ma tutti quelli
circolanti continueranno a mietere vittime. Senza contare che quei
filtri saranno efficaci sull'80% del particolato e ... il restante 20%?
Polveri ultra fini e nanopolveri, le più piccole in peso. Non
fanno male ... perchè non abbiamo studi specifici in merito ed
è "meglio" non metterci il naso. 9.000 morti ogni anno nel Regno Unito causati dal diesel Il particolato che causa attacchi cardiaci è il prezzo letale che si paga alla motorizzazione. Ricercatori scozzesi della Edinburgh University hanno evidenziato la stretta correlazione tra i motori diesel e le morti per attacchi cardiaci. Il PM incriminato è quello che ha dimensioni 1000 volte più piccole del capello. Dai polmoni entrano nel circolo sanguigno indurendo le arterie e formando grumi di sangue. Le nuove regole imposte dalla CE obbligheranno i costruttori a mettere dei filtri antiparticolato dal 2008, ma nonostante ciò le polveri più pericolose probabilmente sfuggiranno dall’azione dei filtri e saranno disperse nell’ambiente. I ricercatori dell’ Edinburgh's Queen's Medical Research Institute hanno identificato nelle PM 2,5 le particelle più pericolose per il corpo umano, quelle prodotte dalla non perfetta combustione dei carburanti, prodotte in quantità superiore dal diesel rispetto agli altri carburanti a causa della sua densità. Le particelle sono così piccole che passano attraverso le maschere che qualcuno usa nel traffico per difendersi dal fumo e ironicamente i guidatori dei veicoli sono i più a rischio perchè le PM prodotte rientrano nel proprio abitacolo. Gli stessi ricercatori hanno dimostrato che la polvere comune e il sale marino, che compongono la maggior parte delle PM10, non causa nessun tipo di danno alle arterie al contrario delle polveri emesse dai motori. Gli scienziati ritengono che i metalli altamente reattivi ed i gruppi chimici nelle particelle di fuliggine diesel interferiscano con le funzioni normali dei vasi sanguigni, riducendo la loro capacità di distendersi efficacemente, un processo che conduce infine al loro indurimento e ispessimento. L’esposizione dei pedoni in ambito urbano a queste particelle riduce inoltre di un terzo la capacità anticoagulanti delle proteine. Gli attacchi cardiaci sono comunemente causati dalla coagulazione nelle principali arterie quando queste sono state ristrette o parzialmente bloccate dai depositi di grasso. Si pensa che questo sia causato dal fatto che le particelle inattivino l’acido nitrico nel sangue che contribuisce normalmente ad impedire la costrizione dei vasi sanguigni e produce le proteine anticoagulanti. Il Dr David Newby, cardiologo del progetto di studio, afferma che paragonati ai fattori di rischio quali il colesterolo, la pressione alta, il ruolo delle particelle pare meno importante, ma viene subito dopo questi ed è molto importante, per il fatto che l’intera popolazione è esposta alle PM e si somma agli altri effetti a rischio che colpiscono individualmente. L’inquinamento dell’aria colpisce indistintamente tutti. ... Gli standard CE EURO5 ridurranno le emissioni dell’80% e se approvate saranno effettive nel 2008. Ma gli esperti ed i sostenitori dell'ambiente sostengono che i limiti europei richiedono tagli alle emissioni in peso delle particelle, ma le particelle più leggere delle PM2.5 saranno ancora emesse in gran quantità senza regole. ... 9,000 deaths a year caused by diesel fuel Particles that lead to heart attacks are the lethal price of economic motoring news.scotsman.com/ Principi fondamentali del riscaldamento globale, che cosa è, cosa lo produce e che cosa deve essere fatto per arrestarlo. 18 Agosto
2006 -Che cosa causa il riscaldamento
globale?
La terra realmente sta diventando più calda? Le temperature più calde causeranno cose sgradevoli? È il riscaldamento globale che produce uragani più pericolosi? È realmente causa di serie preoccupazioni? Il riscaldamento globale può innescare una catastrofe improvvisa? Quale paese è la più grande fonte di inquinamento e riscaldamento globale? Come possiamo eliminare l'inquinamento del riscaldamento globale? Perchè queste tecnologie non diventano comuni? Abbiamo bisogno di nuove leggi che richiedano all'industria di tagliare le emissioni del riscaldamento globale? È possibile tagliare l'inquinamento della centrale elettrica ed avere ancora sufficiente elettricità? Come possiamo tagliare l'inquinamento prodotto dalle automobili? Che cosa posso fare per contribuire a combattere il riscaldamento globale? Che cosa causa il riscaldamento globale? Anidride carbonica e altri inquinanti atmosferici si stanno raccogliendo nell'atmosfera come una coperta spessa, intrappolando il calore del sole e causando il riscaldamento del pianeta. Le centrali elettriche che bruciano il carbone sono la più grande fonte di inquinamento dell'anidride carbonica negli STATI UNITI -- producono 2,5 miliardi tonnellate ogni anno. Le automobili, la seconda più grande fonte, generano annualmente quasi 1,5 miliardi di tonnellate di CO2. Le buone notizie: esistono oggi le tecnologie per fare automobili più pulite e che bruciano meno gas, modernizzare le centrali elettriche e generare elettricità dalle fonti non inquinanti e ridurre il nostro uso di elettricità con miglior rendimento energetico. La sfida deve essere sicuramente vinta se saranno utilizzate queste soluzioni. La terra realmente sta diventando più calda? Sì. Sebbene le temperature locali oscillino naturalmente, negli ultimi 50 anni la temperatura globale media è aumentato più velocemente quanto mai nel passato. E gli esperti pensano che la tendenza stia accelerando: il record dei 10 anni più caldi mai registrati sono quelli dal 1990. Gli scienziati dicono che se non poniamo freno alle emissioni causa del riscaldamento globale, le temperature medie degli STATI UNITI potrebbero essere 3 - 9 gradi in più per la fine del secolo. Le temperature più calde causeranno cose sgradevoli? Il riscaldamento globale già sta causando danni in molte parti del unione. Il 2002, Colorado, l'Arizona e l'Oregon non hanno mai avuto stagioni tanto piene di incendi. Nello stessi anno, tempeste violente di polvere generate dalla siccità nel Montana, Colorado e Kansas ed inondazioni hanno causato centinaia di milioni di dollari di danni in Texas, nel Montana ed nel Dakota del Nord. Dall'inizio degli anni cinquanta, l'accumulazione della neve è diminuito del 60 per cento e le stagioni inverno si sono ridotte in alcune zone come Cascade Range in Oregon e Washington. Naturalmente, gli effetti del riscaldamento globale non sono limitati agli Stati Uniti. Nel 2003, le ondate di caldo estremo hanno causato più di 20.000 morti in Europa e più di 1.500 sono morte in India. Gli scienziati lo considerano un segno allarmante degli eventi a venire, la zona della calotta polare perenne dell'Artide sta declinando al tasso di 9 per cento alla decade. È il riscaldamento globale che produce uragani più pericolosi? Il riscaldamento globale non genera gli uragani, ma li rende più forti e più pericolosi. Poiché l'oceano sta diventando più caldo, le tempeste tropicali possono prendere più energia e diventare più potenti. Il riscaldamento globale ha potuto trasformare per esempio in una tempesta di categoria 3 una tempesta molto più pericolosa di categoria 4. Infatti, gli scienziati hanno trovato che il potenziale distruttivo degli uragani è notevolmente aumentato con la temperatura dell'oceano in questi ultimi 35 anni. È realmente causa di serie preoccupazioni? Sì. Il riscaldamento globale è un fenomeno complesso ed i relativi effetti in grande scala sono difficili da prevedere con largo anticipo. Ma ogni anno gli scienziati imparano di più su come il riscaldamento globale stia interessando il pianeta e molti concordano che determinate conseguenze siano più probabili ad accadere se le tendenze correnti continuano. Fra questi: - I ghiacciai in fusione, lo scioglimento della neve in anticipo e le siccità severe causeranno drammatiche scarsità dell'acqua nell'ovest americano. - I livelli di mare crescenti condurranno all’inondazione del litorale orientale, in Florida ed in altre zone, quale il golfo del Messico. - Le temperature in superficie del mare più caldo riforniranno gli uragani di più combustibile diventando più intensi nei litorali del sud-est del golfo e dell'Atlantico. - Le foreste, i poderi e le città affronteranno nuovi parassiti noiosi e le malattie portate dalle zanzare. - La rottura degli habitat quali le barriere coralline ed i prati alpini ha portate all’estinzione molte specie di animali e di piante. Il riscaldamento globale può innescare una catastrofe improvvisa? Recentemente, i ricercatori -- e perfino il reparto della difesa degli STATI UNITI -- hanno studiato la possibilità di un brusco cambiamento del clima, in cui il riscaldamento globale graduale innesca una variazione improvvisa nel clima della terra, causando in varie parti del mondo a o surriscaldamento drammatico o freddo in solo alcuni anni. Nel mese di febbraio del 2004, i consulenti presso il Pentagono hanno redatto un rapporto che presenta gli effetti possibili del cambiamento brusco del clima sulla sicurezza nazionale. In un piano d'azione nel peggiore dei casi, lo studio conclude, il riscaldamento globale può rendere inabitabili grandi zone del mondo e causare carenza nelle quantità d'acqua disponibili e degli alimenti, innescando diffuse migrazioni e guerre. Mentre questo prospetto rimane altamente speculativo, molti degli effetti di riscaldamento globali già si stanno osservando -- e sentendo. E l'idea che tale cambiamento estremo renda estremamente urgente la necessità di cominciare ad eliminare l'inquinamento e il riscaldamento globale. Quale paese è la più grande fonte di inquinamento e riscaldamento globale? Gli Stati Uniti. Benchè gli Americani compongano appena il 4 per cento della popolazione del mondo, produciamo 25 per cento dell'inquinamento dell'anidride carbonica da combustibile fossile che vengono bruciati -- la parte di gran lunga più grande di tutti i paesi del mondo. Infatti, gli Stati Uniti emettono più anidride carbonica che la Cina, l'India ed il Giappone insieme. L'America deve prendere chiaramente un ruolo di direzione nel risolvere il problema. Ed essendo gli USA il più grande sviluppatore del mondo di nuove tecnologie, siamo posizionati bene per farlo -- già abbiamo il "know-how". Come possiamo tagliare l'inquinamento di riscaldamento globale? È semplice: Riducendo inquinamento dai veicoli e dalle centrali elettriche. Subito, dovremmo utilizzare le tecnologie attuali per costrure automobili più pulite e tecnologia di produzione di energia più moderna. Possiamo aumentare il nostro ricorso alle fonti di energia rinnovabile come vento, il sole e geotermico. E possiamo produrre apparecchi più efficienti e ridurre il consumo dell'energia. Perchè queste tecnologie non diventano comuni? Poiché, mentre le tecnologie esistono, il corporativo ed la volontà politica per metterle in pratica diffusamente non esiste. Molte aziende dell’energia e costruttori di automobili fanno pressione sulla Casa Bianca e sul congresso per fermare o fa ritardare le nuove leggi o regolamenti -- o persino smettere di fare rispettare le regole attuali -- che guiderebbero verso tali cambiamenti. Dal richiedere le marmitte catalitiche a migliorare la percorrenza in miglia con la benzina, le aziende produttrici di automobili hanno combattuto persino le più piccole misure atte a proteggere la salute pubblica e l'ambiente. Se il progresso deve essere fatto, la gente americana dovrà richiederla. Abbiamo bisogno di nuove leggi che richiedano all'industria di tagliare le emissioni del riscaldamento globale? Sì. La gestione di Bush sta promuovendo un'iniziativa in cui le aziende di energia tagliano le emissioni soltanto se scelgono farlo. Come hanno chiaramente dimostrato i 10 anni scorsi, benchè, i programmi volontari non arrestano lo sviluppo delle emissioni. Le proposte per mettere un freno alle emissioni dell'anidride carbonica e di altre sostanze inquinanti dalle più grandi fonti dell'America -- centrali elettriche, impianti industriali e nei trasporti--- stanno guadagnando il supporto nel congresso. I requisiti più rigorosi di efficienza degli apparecchi elettrici inoltre contribuiranno a ridurre l'inquinamento. Un esempio di adesso è il rispetto più stringente del 30 per cento di efficienza per i condizionatori d'aria e le pompe termiche centrali domestici, un successo dell’era Clinton che impedirà l'emissione di 51 milioni di tonnellate metriche di carbonio – che equivale a togliere dalla stradai 34 milioni di automobili all’ anno. La nuova regola è sopravvissuto allo sforzo della gestione di Bush di indebolirlo quando, nel mese di gennaio del 2004, la corte federale ha parteggiato per una coalizione condotta da NRDC ed ha invertito il tentativo di ridurrla in pezzi. È possibile tagliare l'inquinamento della centrale elettrica ed avere sufficiente elettricità? Sì. In primo luogo, dobbiamo utilizzare gli apparecchi e le attrezzature più efficienti nelle nostre case ed uffici per ridurre i nostri bisogni di elettricità. Possiamo anche eliminare le vecchie di decenni centrali elettriche a carbone che generano la maggior parte della nostra elettricità e le sostituiamo con impianti più puliti. E possiamo aumentare il nostro uso delle fonti di energia rinnovabile quali vento ed il sole. Qualcuno dichiara che si sta muovendosi in questo senso: la California ha richiesto più grandi programmi per ottenere il 20 per cento della loro elettricità dalle fonti rinnovabili entro 2017 e New York si sta impegnato per costringere le aziende di produzione a fornire il 25 per cento dell'elettricità dalle fonti rinnovabili entro 2013. Come possiamo tagliare l'inquinamento prodotto delle automobili? Ora sono disponibili le tecnologie redditizie per ridurre l'inquinamento del riscaldamento globale dalle automobili e dai veicoli leggeri di tutti i formati. Non c'è motivo di attendere e sperare che i veicoli ad idrogeno con le celle a combustibile possano risolvere il problema in avvenire. I motori elettrici ibridi possono tagliare da un terzo o di più oggi l'inquinamento di riscaldamento globale; le auto berline ibride, SUVs ed i camion di molti produttori automobilistici sono già sul mercato. Ma i produttori automobilistici dovrebbero fare molto più: hanno usato una scappatoia legale per rendere a SUVs molto meno combustibili/efficienti di quanto potrebbero essere; la popolarità di questi veicoli ha generato un aumento di 20 per cento nell'inquinamento di anidride carbonica nei trasporti dall'inizio degli anni 90. Cessando di usare questa scappatoia e realizzando SUVs, minivans e camion più efficienti come le automobili potrebbero tagliere di 120 milioni di tonnellate di inquinamento da anidride carbonica all'anno entro 2010. Se i costruttori automobilistici usassero la tecnologia che hanno ora per migliorare gli standard del consumo di combustibile per le nuove automobili ed i veicoli leggeri ai 40 miglia per gallone, l’inquinamento dell'anidride carbonica finalmente cadrebbe più di 650 milioni di tonnellate all'anno sostituendo i modelli più vecchi. Per le più informazioni sui veicoli ibridi, veda la guida ibrida del NRDC. Che cosa posso fare per contribuire a combattere il riscaldamento globale? Ci sono molte semplici misure da potete prendere ora per tagliare l'inquinamento da riscaldamento globale. Rendere una parte della vostra procedura quotidiana il risparmio dell’energia. Ogni volta che scegliete una lampadina fluorescente compatta invece di una lampadina ad incandescenza, per esempio, abbasserete la vostra fattura di energia e manterrete quasi 700 libbre dell'anidride carbonica non emessa in atmosfera durante il corso della vita della lampadina. Optando per un frigorifero con l'etichetta a basso consumo di energia -- indicarla usa almeno 15 per cento meno energia che il requisito federale – invece di un modello a minor rendimento ottimale, potete ridurre l'inquinamento dell'anidride carbonica quasi di una tonnellata nel totale. NRDC –Natural Resources Defence Council http://www.nrdc.org/globalWarming/f101.asp Petrolio ancora record toccati i 78,64 dollari 8 Agosto 2006 - Ed è di nuovo record: spinto dalla decisione della Bp di bloccare la produzione del più grande giacimento americano, quello di Prudhoe Bay, Blocco totale tutti i giovedì 1 Agosto
2006 - Il giovedì, a parire da gennaio, sarà una giornata
difficile per molti automobilisti, appiedati dalle ultime novità
che escono dal quinto accordo di programma sulla qualità
dell'aria. Abbandonate le targhe alterne, questa volta la filosofia del
provvedimento si ribalta. Non si guarda più che tempo fa per poi
decidere se bloccare o meno il traffico, lo si limita di regola, salvo
poi la facoltà delle singole amministrazioni di revocare
momentaneamente il provvedimento in caso di condizioni meteo e di
inquinamento particolarmente favorevoli registrate tra sabato, domenica
e lunedì. L'accordo firmato a Bologna da Regione, Province e dai
maggiori Comuni, che contiene indirizzi e provvedimenti per il triennio
2006-2009, prevede anche le domeniche a piedi, una a gennaio, la data
non è ancora stata fissata. (telereggio.it) A
Pisa si conclude ASPO-5, la conferenza internazionale sulla fine del
petrolio: urgente correre ai ripari20 Luglio 2006 - Si è conclusa ieri, a Pisa, la 5a Conferenza Internazionale dell' ASPO, Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio e del Gas. Nella cornice del Parco di San Rossore, dove ancora per due giorni si parlerà di energia nel quadro del meeting annuale della Regione Toscana, si sono susseguiti significativi interventi che hanno sottolineato l'approssimarsi del picco del petrolio ed hanno ipotizzato scenari politici, strutturali ed economici di risposta all'inevitabile crisi energetica mondiale. Tra i relatori, Richard Heinberg, autore di "La festa è finita" (Fazi Ed.), Jeremy Leggett autore del recente "Fine Corsa" (Einaudi), Robert Hirsch, consulente del Dipartimento dell'Energia USA, Dennis Meadows già al MIT di Boston, autore nel 1972 del famoso rapporto del Club di Roma "I limiti dello sviluppo", Vittorio Prodi, membro del Parlamento Europeo, oltre a numerosi altri ospiti da Francia, Scandinavia e Stati Uniti. Il picco mondiale del petrolio corrisponde al momento nel quale – a causa dell'esaurimento dei giacimenti - l'estrazione sarà inferiore alla domanda: il prezzo sarà destinato ad aumentare ancora così come i conflitti per procurarsi il prezioso oro nero. D'altra parte, la combustione dei materiali fossili ha conseguenze gravi sul clima della Terra. I relatori hanno focalizzato l'attenzione sulla necessità di una decisiva presa di coscienza da parte di politici ed economisti tale da promuovere immediate strategie di mitigazione, in particolare la diffusione delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. L'Italia è particolarmente arretrata in questo settore eppure potrebbe risparmiare già da ora oltre il 30% della sua bolletta energetica creando nuovi posti di lavoro. Dennis Meadows ha dichiarato: "Abbiamo già superato i limiti fisici di sfruttamento delle risorse del Pianeta ed il picco del petrolio è un problema di enormi dimensioni che, se sottovalutato, rischia di portare al collasso della nostra civiltà. I politici con la loro visione a breve termine non sono però in grado di affrontare scelte che prevedono modesti sacrifici oggi per evitarne maggiori domani. Per questo sono pessimista". ASPO-6 si svolgerà il prossimo anno in Irlanda. www.peakoil.net www.aspoitalia.net ASPO-5 la Quinta Conferenza sull'Esaurimento del Petrolio e del Gas A San Rossore
18-19
Luglio
2006. Il quinto convegno internazionale dell'associazione per lo studio
del picco del petrolio e del gas si terrà il 18-19 Luglio 2006
presso il parco di San Rossore, vicino a Pisa. Il convegno raccoglie
esperti da tutto il mondo che esamineranno la consistenza delle riserve
di petrolio, gas e materie prime e valuteranno le dinamiche di
estrazione, nonchè le conseguenze economiche, sociali e
politiche del progressivo esaurimento. Fra gli oratori, Colin Campbell
(presidente di ASPO-Internazionale), Dennis Meadows (uno degli autori
del rapporto al Club di Roma "I Limiti dello Sviluppo" del 1972),
Robert Hirsch (Dipartimento dell'Energia, noto per i suoi studi sulla
mitigazione degli effetti del picco del petrolio), Richard Heimberg
("Powerdown" e "La Festa è Finita") e molti altri.L'iscrizione al convegno è aperta a tutti al costo di 150 Euro che comprendono l'accesso a tutte le sessioni come pure pranzi e pause caffé. Sono previsti sconti per membri di associazioni non profit. La lingua ufficiale del convegno è l'inglese, per la prima giornata è prevista una traduzione simultanea in Italiano. Ulteriori informazioni sono disponibili a www.aspoitalia.net (cliccare sulla torre di Pisa) Nuovo record a New York Toccati i 79,86 dollari al barile 15 Luglio 2006 Nuovo record del prezzo del petrolio a 78,40 dollari al barile 14 Luglio
2006 - In rialzo i prezzi del greggio per il quarto giorno
consecutivo, toccando un recordo dopo l'altro, sulla scorta delle
tensioni geopolitiche in Medio Oriente e degli attacchi agli oleodotti
in Nigeria. Il prezzo del contratto a termine di agosto sul 'crude oil'
scambiato al Nymex sale del 2,2% a 78,40 dollari al barile nelle
contrattazini 'afer hours'. All'Ice di Londra il Brent sempre di agosto
avanza a 77,23 dollari al barile segnando dall'inizio dell'anno un
rialzo del 28%.Nuovo record del prezzo del petrolio a 76,50 dollari al barile. In 2 anni +50% 13 Luglio
2006 - Il greggio americano è arrivato fino a 76,50 dollari
al barile, quello europeo ha raggiunto quota 75,45. Nuovi record per il prezzo
del petrolio sia a New York che a Londra. Il greggio americano è
salito sul mercato fino a 76,50 dollari al barile, mentre quello
europeo è arrivato a quota 75,45 dollari. A pesare sulle
quotazioni, secondo quanto riferisce l'agenzia Bloomberg, oltre alla
tensione in Medio Oriente, la notizia - diffusa dal quotidiano Guardian
di Lagos - di un attacco da parte dei ribelli a due gasdotti gestiti
dalla Nigerian Agip che sarebbe avvenuto la scorsa settimana.
L'attacco, secondo il giornale, potrebbe portare a una perdita di
120mila barili di greggio al giorno.Putin sceglie i veicoli elettrici GEM Una Panda Elettrica da Firenze a Siena 12
Luglio 2006 - Una Panda
elettrica ha raggiunto silenziosamente Piazza del Campo, a
Siena, dopo essere partita da Via Cavour a Firenze.
Il viaggio è stato portato a termine senza ricariche intermedie
e a una velocità di crociera di 90 kmh; da notare che a Siena la
carica delle batterie non era esaurita, anzi ne era rimasto più
di un terzo. Si tratta di un record per una vettura di serie, i vecchi
veicoli elettrici avevano un'autonomia molto più
limitata e prestazioni inferiori. Si è avuta quindi la
dimostrazione che con i nuovi mezzi elettrici si possono
effettuare viaggi anche di medio chilometraggio, come quello tra
Firenze e Siena, e che l'affidabilità e la capacità dei
mezzi elettrici sono decisamente aumentati . (comunicato
stampa)
Record: benzina 1,4 euro al litro, gasolio 1.223 euro, petrolio 75,78 dollari al barile 8 Luglio
2006 - Nuovo record per la benzina. Il prezzo sfiora 1,4 euro il litro.
L' Agip, per far fronte ai nuovi rincari del petrolio che
venerdì ha toccato nuovi primati, ha aumentato 3 centesimi al
litro il prezzo del carburante, che raggiunge così quota 1,399
euro negli impianti assistiti (1,378 euro per il fai da te). Si tratta
del livello più alto mai registrato. Il precedente record
storico, registrato qualche mese fa, era infatti di 1,381 euro litro.
Rialzo anche per il gasolio, che cresce di un centesimo e va a 1,223
euro il litro per il servizio assistito. La chiusura di venerdì
ha segnato un nuovo record per il barile di petrolio, 75,78 dollari al
barile!Nuovo record del petrolio a 75,40 dollari 6
Luglio 2006 - Nuovo record del petrolio che ha toccato quota 75,40
dollari al barile sul mercato di New York, bruciando il precedente
massimo di 75,35 dollari raggiunto il 21 aprile scorso. Le quotazioni
hanno poi chiuso a 75,15 dollari al barile.BRENT - A Londra il Brent con consegna agosto, ora a quota 74,04, è a meno di un dollaro dal record assoluto. Cause principali dell'impennata: il persistere delle tensioni con l'Iran sul nucleare e la crisi in Estremo oriente seguita al lancio di sette missili da parte della Corea del Nord. (corriere.it) IMOLA - L'Ausl compra cinque auto elettriche contro l'inquinamento 6 Luglio 2006 - Mobilità cittadina e inquinamento: due argomenti strettamente legati. “L’inquinamento atmosferico - spiega Guido Laffi, direttore dipartimento Sanità Pubblica dell’Ausl di Imola -. coinvolge l’intera popolazione. L’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che sia l’ottava causa di morte ed il principale fattore di rischio ambientale in Europa. Nella nostra realtà si stima che l’inquinamento dell’aria sia per la maggior parte attribuibile al traffico veicolare”. Il compito di valutare l’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico è attribuito ai Dipartimenti di Sanità Pubblica (DSP) delle Aziende Usl. (romagnaoggi.it) Paleoambientalisti ovvero i vantaggi ambientali dei veicoli elettrici 2 Luglio 2006 - Chi
sono i “dinosauri dell’ambientalismo”? Sono quelli che storcono il naso
quando sentono parlare di auto elettrica, sono quelli che affermano:
“Ma non sai che l’auto elettrica sposta solo l’inquinamento dalla
strada alla centrale” e “Le auto elettriche inquinano più di
quelle a benzina”. La realtà è un’altra. Una
corretta analisi del “Ciclo di vita” cioè dell’energia spesa per
costruirlo, per l’utilizzo negli anni e quella per smantellarlo assegna
un vantaggio notevole del V.E. nei confronti di un veicolo col motore a
scoppio. Altri straordinari vantaggi sono: l'efficienza del “sistema”
motore elettrico, la non produzione di polveri sottili,
dannosissime per la salute umana, e dei gas ad effetto serra, il
riciclo completo delle batterie. Questo ed altro nel documento del Prof. Bardi dell’Università di Firenze. Il documento è disponibile in formato pdf Memoriale sul grave ritardo italiano nella tecnologia fotovoltaica 30 Giugno
2006 - In questo articolo, Leonardo Libero esamina in
dettaglio la lunga vicenda Enel-rinnovabili, e in particolare la parte
che riguarda il fotovoltaico. Conclude che è un caso lampante di
conflitto d’interessi, inconcepibile in un paese ad economia di
mercato. Il fatto che sia avvenuta e perduri induce a domandarsi se e
quanto quel tipo di economia abbia cittadinanza in Italia. E’ certo
comunque che ne è derivato al paese un danno non solo
energetico, economico, tecnologico e ambientale, ma anche
occupazionale. L'articolo è disponibile in formato pdf Svezia 29 Giugno
2006 - Chi compra un'auto a basso impatto ambientale in Svezia ha
vantaggi concreti ed immediati, oltre ad avere il merito di rispettare
di più l'ambiente. Innanzitutto versa meno tasse (specialmente
se si tratta di un'impresa, favorendo così la diffusione di auto
aziendali meno inquinanti), poi non paga la sosta nei parcheggi di
venti città, entra nella zona a traffico limitato di Stoccolma
senza obbligo di ticket, e può contare addirittura, per
l'acquisto, di un finanziamento a tasso agevolato (inferiore dell'1,5%
rispetto al livello di mercato) da parte della Seb, una delle
principali banche scandinave. Inoltre, elemento fondamentale per la
riuscita della politica in atto, la definizione di "auto a basso
impatto ambientale" è unica per tutte le città della
Svezia e comprende auto ibride (come si vuole che diventino presto
anche quelle alimentate a biocombustibili), auto alimentate ad E85 e
metano, auto elettriche. Si è deciso di andare in una direzione,
quindi, e si incentivano soltanto le soluzioni che sono ritenute utili
all'obiettivo. (Repubblica.it)Gli inceneritori: un attentato alla salute? 24 Giugno
2006 - “Gli
inceneritori di ultima generazione con le loro alte temperature
nei forni contribuiscono grandemente alla immissione nell'ambiente di
polveri finissime che costituiscono un rischio sanitario ben più
grave delle note polveri PM10. L'incenerimento dei rifiuti, fra tutte
le tecniche di smaltimento, è quella più dannosa per
l'ambiente e per la salute umana. Gli inceneritori producono ceneri
(sono un terzo del peso dei rifiuti in ingresso e si devono smaltire in
discariche speciali) e immettono nell'atmosfera milioni di metri cubi
al giorno di fumi inquinanti, contenenti polveri grossolane (PM10) e
fini (PM2,5) costituite da nanoparticelle di metalli pesanti,
idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine,
estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli
organismi viventi.Queste "nanopolveri", sfuggendo ai filtri dell'inceneritore, non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni degli inceneritori e non sono previste dai limiti di legge cui gli impianti devono sottostare. Inoltre a fronte di emissioni cancerogene identificate da tempo dai ricercatori (diossine, furani, metalli pesanti) gli inceneritori emettono centinaia di sostanze di cui è sconosciuto l'impatto sulla salute umana, così come risultano non ancora indagati gli effetti della combinazione di vari inquinanti. Ogni processo di combustione produce particolato. Se è vero che la natura è produttrice di queste polveri (vulcani), è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova in atmosfera. È l'uomo il grande produttore di particolato, soprattutto quello più fine: più elevata è la temperatura alla quale un processo di combustione avviene, minore è la dimensione delle particelle che ne derivano. Si tratta di particelle inorganiche, non biodegradabili né biocompatibili. La combustione trasforma anche i rifiuti innocui, come imballaggi e scarti di cibo, in composti tossici e pericolosi, sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio. Perciò è opportuno che si incentivi una politica della produzione, raccolta differenziata, riciclaggio, recupero dei rifiuti. Le micro e nanoparticelle, prodotte in qualsiasi modo, una volta entrate nell'organismo innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie. Le forme patologiche più comuni sono le neoplasie, ma ci sono anche malformazioni fetali, malattie infiammatorie allergiche e perfino neurologiche. L'incenerimento dei rifiuti è inoltre il sistema più costoso per lo smaltimento dei rifiuti e tutti gli italiani, a loro insaputa, pagano generosi incentivi a suo sostegno. Il 7% dell'importo della bolletta elettrica che pagano è infatti devoluto, sotto forma di sussidi, anche alla costruzione degli inceneritori: basta prendere una fattura dell'ENEL per leggere, sul retro, nella parte delle varie voci e costi: "Componente A3 - Costruzione impianti fonti rinnovabili". La somma che compare a fianco viene devoluta ai gestori di inceneritori di rifiuti perché, la legge italiana assimila alle varie fonti energetiche rinnovabili non fossili, quali l'eolica ed il solare, quella ricavata dall'incenerimento di ogni tipologia di rifiuti urbani ed industriali. Oltre a questa fetta di incentivi prelevati dalle tasche degli utenti, i gestori degli inceneritori ricevono, da parte dello Stato, altri sussidi. L'Italia è quindi l'unico Stato europeo che finanzia l'incenerimento dei rifiuti. Tutti gli altri Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Germania)impongono ai gestori di inceneritori di pagare una tassa per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, disincentivando l'incenerimento dei rifiuti”. Dal Notiziario FIMMG - Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, maggio 2006 Formigoni: perché la Fiat ha abbandonato l'elettrico? 8
Giugno 2006 - "Mi
chiedo perché - spiega
il presidente - la casa torinese non costruisca auto superecologiche.
Questa è una polemica che io hointrodotto anni fa "Fiat ha
abbandonato l'elettrico".Formigoni torna sul caso Arese. "Mi chiedo perché la Fiat
non costruisca auto elettriche o a metano. Questa è una polemica
che io ho innestato anni fa quando dissi che la Lombardia stava
iniziando una politica ambientale e trasportistica diversa incentivando
il metano e l'elettrico". Così il
presidente della Regione, Roberto Formigoni, commenta la mostra
convegno sull'auto elettrica organizzata dalla Cub per discutere sul futuro
di Arese. Il presidente della Lombardia, a margine della presentazione
delle iniziative dell'Ottagono a Milano, sostiene di aver già parlato
"anni fa di queste cose con il povero Gianni Agnelli che mi disse
che la Fiat avrebbe perseguito la strada del metano e dell' elettrico
poi purtroppo la Fiat ha abbandonato questa politica".(repubblica.it)Bersani propone tassa per auto inquinanti. Soddisfatta Legambiente 8
Giugno 2006 - Legambiente plaude all'iniziativa del
Governo di tassare in maniera differente le auto che inquinano di
più. E' dei giorni scorsi la proposta del ministro Bersani di
cambiare la fiscalità delle auto adottando un sistema che
penalizzi le auto che consumano di piuù e inquinano di
più. Rientrerebbero in questa categoria i Suv, Sport Utility
Vehicles che Legambiente ha più volte definito "voraci
trangugiatori di petrolio e altamente inquinanti". L'associazione
ambientalista plaude all'iniziativa di Bersani: "Il bollo maggiorato
oltre che una risorsa aggiuntiva per le finanze pubbliche - sostiene
Roberto Della Seta, presidente di Legambiente - - è un favore
fatto alla salute e la sicurezza dei cittadini. Disincentivare
l'utilizzo di questi bestioni è importante soprattutto in
città dove il loro ingombro è inutile e dannoso. Basti
pensare che i 10 SUV più venduti in Italia hanno consumi urbani
del 60-70% superiori rispetto quelli delle 10 auto più vendute
tout court". Non solo, l'Italia è il paese europeo con il
più alto tasso di auto per abitante: 58,1 veicoli ogni cento
abitanti contro la media Ue di circa 50 auto: "Un'enormità. -
continua Della Seta - Se si pensa, infatti, che su un parco circolante
di 34 milioni di mezzi i Suv sono in costante crescita nelle vendite,
arrivando oggi a quasi il 6% (2,6% nel 1998). L'elevata densità
di autovetture si riflette in un livello di traffico motorizzato per
abitante superiore alla media Ue, anche se con un uso meno intenso
della singola vettura. Insomma, - conclude il presidente di Legambiente
- i SUV sono i portabandiera di un processo di regresso tecnologico che
in Italia come in gran parte dei paesi ad industrializzazione avanzata
sta portando ad una perdita di efficienza energetica nel trasporto
privato su gomma". (helpconsumatori.it)In Danimarca il primo eco-quartiere ad idrogeno 5 Giugno 2006 - Sotto la sigla H2PIA si nasconde una
proposta rivoluzionaria che si appresta a diventare realtà in
Danimarca. Il primo quartiere interamente alimentato ad idrogeno, la
cui costruzione dovrebbe iniziare nel 2007, comprenderà diverse
tipologie residenziali ed edifici per servizi e stoccaggio
dell’energia. Gli edifici avranno gradi diversi di autonomia
energetica, dall’indipendenza totale all’allacciamento alla rete
servita dalla centrale di produzione locale. Il progetto, di cui si
possono trovare maggiori informazioni sul sito www.h2pia.com, rilancia
in grande stile l’idea della completa indipendenza dai combustibili
fossili, che proprio nei paesi scandinavi sta vivendo una stagione di
grande rilancio, dopo che qualche anno fa l’Islanda annuncià la
porpria intenzione di convertire ad idrogeno la propria intera
economia. Non si conosce ancora l'esatta ubicazione di H2PIA, eccetto
il fatto che avverrà sul territorio danese. E' invece certa
l'intenzione di avviarne la costruzione entro il 2007, in un sito
vicino ad una città più o meno piccola o isolatamente in
campagna. H2PIA è una visione per la società del futuro, in cui i cittadini produrranno autonomamente l'energia di cui necessitano. L'idrogeno è la risposta al problema dell'esurimento delle riserve mondiali di combustibili fossili. La crescente scarsità del petrolio nei prossimi decenni, da lungi prevista, condurrà agli aumenti netti del suo prezzo e ad una dipendenza crescente dalle nazioni produttrici. Aggiungendo a ciò, la crescita delle emissioni di CO2 che nuociono all'ambiente, è chiara l'urgenza di trovare una nuova soluzione rispondente alle necessità ambientali. H2PIA intende mostrare le possibilità di crescita in un modello sociale basato sull'idrogeno, perseguendo obiettivi di libertà, pulizia energetica ed autonomia. Libertà, sotto il profilo dell'indipendenza dei cittadini dal petrolio, in quanto essi producono ed utilizzano il proprio combustibile sotto forma d'idrogeno. - Energia pulita, perché l'idrogeno è prodotto da fonti di energia rinnovabile: sole e vento. E l'unica eccedenza lasciata dal prodotto è l'acqua pura. - Creatività ed innovazione perché la creazione di H2PIA richiede una stretta collaborazione fra il privato ed il settore pubblico e la cooperazione fra la gente che lavora con la tecnologia, l'architettura, il disegno ed il trasporto. Il progetto testè descritto, è frutto dell'attività scientifica dell' "HIRC – Centro per la Ricerca e l'innovazione dell'idrogeno"( in Danimarca)-, un centro di ricerca scientifica sull'uso tecnologico dell'idrogeno. Scopo della sua attività è creare le basi per un rapido sviluppo dello sfruttamento commerciale della ricerca tecnologica sull'idrogeno stesso, da portare avanti in collaborazione con le università, gli istituti di ricerca, le istituzioni pubbliche e, in particolare, le aziende commerciali. (edilone.it) Il tempo è scaduto. Puntiamo subito sulle fonti rinnovabili 4 Giugno 2006 - Dovesse dare un voto alle
tesi di Jeremy Leggett, direbbe fra il 9 e il 10. Insomma, Ugo
Bardi nella foto), docente di Energie e Materiali alla facoltà
di Chimica di Firenze, presidente della sezione italiana di Aspo (l’associazione internazionale che studia il «picco del petrolio») condivide senza riserve le tesi di «Fine corsa». Professore, allora il petrolio è finito? «Non è finito, ma è al tetto massimo della capacità produttiva, dopodiché, fra qualche anno, i volumi inizieranno a flettere. E intanto la domanda continua a crescere al ritmo dell’1,5-2% l’anno...». Nuove tecniche di sfruttamento, nuovi giacimenti scoperti, le riserve imponenti del Medio Oriente... Tutte fandonie? «Guardo i fatti: nessuno sa esattamente a che punto stiano i giacimenti sauditi, i maggiori al mondo. Ma intanto i prezzi sono più che triplicati e l’Opec non riesce ad aumentare la produzione di un barile. Vorrà dire qualcosa? Nel frattempo gli Usa sono in calo dal ’71, è i/**/n rapido declino il Mare del Nord, la Russia non è tornata ai livelli del ’90, l’Indonesia è in flessione, perfino l’Italia, nel suo piccolo, ha raggiunto il ‘picco’ nel 2000. Quanto alle nuove scoperte, negli ultimi anni sono state di un barile per ogni 5 consumati. Il trend è evidente» I prezzi, appunto. Sono indice della crisi finale o frutto di speculazione? «Che importa? Se il mercato specula, cioè accumula più del necessario, vuol dire che scommette su prezzi futuri ancor più alti. Scommette quindi sulla crisi finale» Forse sbaglia scommessa... «Non credo. Negli Stati Uniti il “picco” fu raggiunto nel’71. Uno scienziato, Hubbert, lo previde con anni di anticipo, osservando segnali del tutto simili a quelli che da tempo rileviamo su scala globale. Giovedì a Caracas l’Opec, nato per contingentare la produzione e sostenere i prezzi, di fatto ha decretato il regime di ‘liberi tutti’. Lo stesso successe negli Usa con il ‘regolatore’ nazionale di allora, la Rc/*, pochi mesi prima del “picco”. Piccoli segnali che indicano le grandi svolte della storia» Allora, cosa succederà ai prezzi? «Presto arriveremo a 100 dollari al barile, forse con punte a 300 nelle fasi di panico, cui seguiranno contrazioni dei consumi e discese repentine dei prezzi; nei prossimi anni non dovremmo andare sopra i 100 dollari, ma sempre come valore medio sul quale saranno sovrapposte forti oscillazioni» A quel punto sarà il mercato a rendere convenienti altre fonti energetiche? «In teoria, sì, il mercato porta all’equilibrio. Ma in che tempi? La completa conversione ad altre fonti energetiche richiede un ventennio e immensi capitali. Il rischio è che nel frattempo si crei un vuoto tale da far crollare l’economia mondiale. Dovrebbe essere la politica a veder lontano, e ad innescare immediatamente i processi di conversione. Ne sarà capace? A giudicare dall’oggi non mi pare» La sua soluzione: carbone, nucleare o fonti rinnovabili? «Carbone mai. E’ un rinvio del problema con l’aggravante di devastare il clima peggio del petrolio. Il nucleare è illusione: anche l’uranio avrà un suo picco, e forse c’è già stato. E’ per questo che tutti i programmi sono fermi dagli anni 70: manca certezza sugli approvvigionamenti. Sa che metà del combustibile proviene dallo smantellamento delle testate atomiche? Allora dico: facciamo il salto più difficile, ma definitivo, verso le fonti rinnovabili».(lanazione.it) 2a tappa del campionato italiano veicoli elettrici 22 Maggio 2006 - Si è svolta ieri a Reggio Emilia
sotto l'egida della FIVEA la seconda tappa del campionato dedicate ai
veicoli elettrici. Le prove sono valevoli per la Coppa FIA ed il
Campionato ItalianoENERGIE ALTERNATIVE e le finalità della manifestazione è la promozione e lo sviluppo dei veicoli ad energie alternative e comunque a basso impatto ambientale. In armonia con la natura pionieristica dello sport dell’Automobile, innumerevoli concetti tecnici sono testati attraverso la competizione. Questa manifestazione intende dimostrare al pubblico le performance di questi veicoli e la loro adattabilità all’uso quotidiano. Le prove successive del campionato: 17-18/06 - 1° Green Prix Repubblica di San Marino - Velocità In circuito, Regolarità e Consumo Energetico - Campionato Italiano e FIA 15-16/07 - 3° Green Prix di Fiorano - Velocità In circuito, Regolarità e Consumo Energetico - Campionato Italiano e FIA 2-3/09 - 5ª Green Cup Autodromo dell’Umbria e 1ª 3 ore del Lago Trasimeno - Velocità In circuito, Regolarità e Consumo Energetico - Campionato Italiano e FIA 20-22/10 - 1° Green Prix Centenario della TARGA FLORIO - Regolarità e Consumo Energetico (Palermo/Siracusa) Velocità In circuito (Autodromo di Siracusa) - Campionato Italiano e FIA Mangiamo petrolio 15 Maggio 2006 - Per milioni di anni, è stato
esclusivamente il Sole a fornire l'energia necessaria all'agricoltura,
a far crescere il cibo su terreni che non erano in grado di offrire
più produzione di quella consentita dal Sole. La ragione che
spingeva alla guerra era spesso aumentare la superficie di terreno
coltivato, per una popolazione crescente. A partire dagli anni'50, non
è stato più così. La necessità di rendere
sempre più produttivi i terreni agricoli, non più
sufficienti per tutti, ha dato vita alla Rivoluzione Verde, che ahinoi
ha molto poco a che fare con gli ambientalisti... proprio il contrario.
Il risultato di questa rivoluzione? Un aumento della produzione
cerealicola mondiale di ben il 250%. A cosa dobbiamo tale miracolo?
Ovviamente ai combustibili fossili, sotto forma di fertilizzanti da gas
naturale, di pesticidi derivati dal petrolio, di macchine agricole e
per l'irrigazione alimentate a gasolio o benzina. Il risultato è
che, per nutrire un cittadino di un Paese industriale (dati americani
del 1994), occorrono annualmente più di 1500 litri di petrolio
equivalente. ..continua in http://petrolio.blogosfere.it/Il consiglio comunale di Boulder ha creato una commissione per incoraggiare l’uso di auto piccole 14 Maggio 2006 - La municipalità di Boulder, cittadina del Colorado che conta circa 100 mila abitanti, incoraggia l’uso di auto piccole per la facilità che hanno di trovare parcheggio e per il loro minor consumo di carburanti. Un terzo dei residenti usano la bicicletta e l’autobus ma il 70 % ancora usa l’automobile, per questo il sindaco spinge affinchè ne sia scoraggiato l’uso, particolarmente dei SUV, ed incentivando l’utilizzo di piccole auto, meglio se elettriche, con la creazione di corsie preferenziali dedicate ad esse. Ecomobile - mobilità urbana alternativa a Trento 11 Maggio 2006 - Le ha costruite una società del
gruppo Daimler Chrysler, le ha pagate Unicredit Banca e le ha
acquistate il Comune di Trento per limitare l’inquinamento nel centro
storico. Sono le Ecomobili, ovvero le dieci vetture elettriche a due e
quattro posti che verranno messe a disposizioni gratuitamente
dall’amministrazione municipale a partire da giugno a chi vorrà
muoversi nella zona a traffico limitato per trasportare cose e persone
evitando l’uso di mezzi più rumorosi e inquinanti. Le auto – ne
ha una simile il pontefice, Benedetto XVI, per circolare in Vaticano e
nella tenuta di Castel Gandolfo e pare che anche il principe Alberto di
Monaco ne apprezzi le potenzialità – misurano tra i 2,75 ed i
3,25 metri di lunghezza e sono costruite in materiale plastico. Sono
spinte da un motore elettrico General Electric da 72 volt con una
potenza da 5 cavalli. La trazione è anteriore e la
velocità massima è di 40 chilometri all’ora: un
interruttore alla destra dl volante consente di scegliere fra
retromarcia, marcia avanti piano e avanti un po’ più veloce.
L’autonomia, a seconda della versione (4 posti o 2 con cassone),
oscilla fra i 50 ed i 70 chilometri. Il tempo per una ricarica completa
(6 batterie) è di 8 ore. Il colosso bancario (che in Trentino ha
quasi un quarto del mercato ed è il secondo gruppo dopo quello
delle casse rurali) svolge il servizio di tesoreria per il Comune e la
convezione prevedeva anche interventi mirati da parte della banca che
è intervenuta con 168mila euro per l’acquisto dei 10 mezzi
ecologici. Le auto, la cui gestione verrà affidata a Trentino
Parcheggi, saranno disponibili gratuitamente per un massimo di due ore
al giorno a chi ne farà richiesta tra il lunedì ed il
sabato. Il meccanismo di utilizzo è semplice
anche se i funzionari del Comune stanno ancora lavorando al regolamento
che dovrà venire firmato dagli utenti. L’obiettivo è
quello di ridurre il numero dei quasi 3.500 permessi temporanei di
accesso alla zona a traffico limitato rilasciati dalla Polizia
Municipale.Le auto elettriche potranno venire impiegate sia per il
trasporto di cose (le 4 a due posti con il cassone: 14.090 euro l’una)
sia per il trasporto di persone (4 posti con tanto di porte e cinture
di sicurezza: 15.900 il prezzo). (comune.trento.it) Per informazioni cliccare qui Incentivi per veicoli elettrici nel Lazio 5 Maggio 2006 - Novità per la campagna di incentivi
Il tuo motorino fuma. Fallo smettere, attraverso la quale la Regione
Lazio offre incentivi per la sostituzione di ciclomotori e motocicli
inquinanti, è ora possibile accedere anche agli incentivi per
l'acquisto di veicoli elettrici. L’iniziativa è rivolta ai
residenti o domiciliati e alle imprese con sede operativa nei Comuni di
Roma e Frosinone. Gli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici
ammontano al 30% del prezzo di acquisto, con un massimo di 300 Euro per
le biciclette a pedalata assistita, 800 euro per i ciclomotori; 1.300
euro per i motocicli. Al 5/5/2006 sono ancora disponibili
488.259,60 euro per il Comune di Roma e 25.740 euro per il Comune di
Frosinone.Colonnine attivate dal Comune di Roma, 69 per taxi, 14 per ricarica v.e., 6 sono con pannelli solari 4
Maggio 2006 - Dal 4 maggio, in tutta la capitale
è stato attivato il numero unico per prenotare il taxi. Il
Sindaco in persona ha voluto collaudare il 199.106.601. Il numero
corrisponde a 36 colonnine nuove di zecca attivate dal Comune nel 25%
dei posteggi dei taxi di Roma. Per la fine del mese saranno attivate le
altre 33 per arrivare ad un totale di 69. Su 69, 14 sono predisposte
per la ricarica dei veicoli elettrici, sei saranno alimentate con i
pannelli solari. Infine, gli impianti sono abilitati per le chiamate
gratuite ai servizi di emergenza 112, 113 e 118.
L'esposizione prenatale alle sostanze inquinanti atmosferiche ha effetti sullo sviluppo cognitivo del bambino 28 Aprile 2006 - Secondo un gruppo di ricercatori
dell'università di Columbia, l'esposizione prenatale alle
sostanze inquinanti atmosferiche ha effetti sullo sviluppo del bambino.
"Studi precedenti hanno mostrato che le sostanze inquinanti possono
ridurre la crescita fetale (che si tratti della massa o della
circonferenza della testa alla nascita)," ma questo studio, chi esamina
lo stesso gruppo di bambini all'età di 3 anni, è la prima
da rivelare che queste sostanze inquinanti possono anche influire sullo
sviluppo conoscitivo durante l'infanzia "," spiega un comunicato.
L'analisi di prove di sviluppo mentale di 183 bambini che abitano in
alcune zone di New York (Washington Heights, Scambio Harlem, e South
Bronx) ha permesso di associare l'esposizione agli idrocarburi
aromatici policiclici (HAP) a disordini della lingua, da lettura, ed un
ritardo in matematica. L'articolo è estratto dalla rivista
"Environmental health perspectives" ed è disponibile in linea. “Effect of Prenatal Exposure to Airborne Polycyclic Aromatic Hydrocarbons on Neurodevelopment in the First Three Years of Life Among Inner-City Children" Frederica P. Perera, Virginia Rauh, Robin M. Whyatt, Wei-Yann Tsai, Deliang Tang, Diurka Diaz, Lori Hoepner, Dana Barr, Yi-Hsuan Tu, David Camann, and Patrick Kinney doi:10.1289/ehp.9084 (available at http://dx.doi.org/) Online 24 April 2006” http://www.ehponline.org/members/2006/9084/9084.pdf Targhe nuove: in due sul motorino e minicar 21 Aprile 2006 - Arrivano le nuove targhe per motorini e
minicar e con queste, il via libera a trasportare in sella o sul sedile
alato un passeggero. Da metà luglio entrerà in vigore la
nuova disposizione sulle targhe dei cinquantini che regolarizza la
possibilità di andare in due in motorino, sempre che il
conducemnte sia maggiorenne e che il mezzo sia omologato per due.. Etichetta energetica sul consumo per le auto francesi 15 Aprile 2006 - Le case automobilistiche francesi PSA e Renault anticipano le normative ed applicano l'etichetta energetica sulle proprie vetture in gamma nel mercato francese. Sarà più facile comprendere i consumi medi di carburante e le emissioni inquinanti per ciascun modello. Le etichette, del tutto simili a quelle già note per gli elettrodomestici, faciliteranno la percezione del consumo di carburante e delle emissioni inquinanti di ciascun modello. Secondo il ministro dell'ecologia e dello sviluppo sostenibile, Nelly Olin, il sistema contribuirà a far acquistare automobili più economiche. L'etichetta è divisa nei tipici sette colori già utilizzati nel settore degli elettrodomestici per consentire un'immediata comprensione delle emissioni di CO2 da parte del pubblico. Nell'etichetta è evidenziato anche il consumo di carburante espresso nella misura di litri per 100 km di percorrenza su ciclo misto. A, inferiore o uguale a 100 g/km B, da 101 a 120 g/km C, da 121 a 140 g/km D, da 141 a 160 g/km E, da 161 a 200 g/km F, da 201 a 250 g/km G, oltre 250 g/km L'etichetta energetica per le automobili diventerà obbligatoria in Francia dal prossimo maggio 2006 e si estenderà a tutti i prodotti che consumano energia. Per visualizzare l'etichetta completa a pieno schermo clicca qui. Fonte: Ministère de l'écologie (France) A Roma 1 milione di euro da distribuire in 3 anni esclusivamente dedicato all'elettrico 5 Aprile 2006 - Tutti gli studenti che vorranno ricaricare
il proprio motorino elettrico, magari proprio durante una lezione,
potranno farlo all'interno della citta' universitaria de La Sapienza.
Lo ha annunciato l'assessore all'ambiente alla regione Lazio nella
conferenza di presentazione della ''Citta' universitaria sostenibile''
al Magnifico Rettore. Il progetto rientrerà nella campagna di
rottamazione dei motorini che sara' esclusivamente dedicata
all'elettrico e che prevede, in seguito alla pubblicazione alla fine di
aprile sulla Gazzetta Ufficiale del fondo unico per l'ambiente, 1
milione di euro da distribuire in 3 anni, il finanziamento di 30-35
impianti di ricarica di motorini elettrici in tutta Roma. ''E'
importante - ha spiegato Bonelli - che la citta' universitaria de La
Sapienza faccia da catalizzatore di questa campagna''. ''Con il fondo
unico per l'ambiente - ha aggiunto - si e' verificata una grande svolta
nella politica energetica: è prevista la realizzazione di un
polo energetico ad idrogeno a Civitavecchia, un polo solare organico
con il comitato scientifico di Tor Vergata ed un fondo di rotazione per
le famiglie che consentira' di realizzare micro impianti per la
produzione di energia pulita e portare avanti una nuova politica del
reddito''. L'auto elettrica conviene 30 Marzo 2006 - Riceviamo un interessantissimo confronto di costi iniziali, gestione e finali tra un'auto a benzina e una vetturetta elettrica. Ringraziamo il Sig. Giovanni Innocenti di Firenze che ci ha inviato questo organico documento che scardina l'idea che molti si fanno dei costi 'eccessivi' delle vettura elettriche. Cliccare qui per scaricare la tabella. confronto Ricorso contro l'ordinanza che blocca gli euro 0, il tar ha respinto la richiesta di sospensiva da parte del comitato cittadino Firenze, 24 Marzo
2006 - Il Tar ha respinto la richiesta del Comitato
cittadino Euro 0 con la quale veniva chiesto di sospendere l'ordinanza
che istituisce lo stop ai veicoli Euro 0. "Non è ravvisabile, né risulta provato - è scritto nell'ordinanza emessa ieri dal Tribunale amministrativo regionale- un pregiudizio grave e irreparabile e quindi non sussistono i presupposti per l'accoglimento della domanda". In questo modo il Tar ha respinto la proposta di istanza cautelare sottoscritta da ognuno dei 28 componenti del Comitato cittadino Euro 0. Già il 9 marzo due gruppi di cittadini che avevano firmati altrettanti ricorsi per contestare la legittimità dell'ordinanza in vigore sugli Euro 0, hanno ritirato la richiesta di sospensiva. In sede di discussione furono gli stessi avvocati dei ricorrenti a rinunciare all'istanza cautelare. Ieri invece è stato il Tar a respingere la richiesta. Il Comune ricorda che nel 2002 c'erano 56.432 auto benzina Euro 0 in circolazione. Nel 2004 la quantità è scesa a 32.516, che significa 23.916 auto in meno Euro 0 in circolazione. Per quanto riguarda le riconversioni a gas, le vetture riconvertite fra il 2002 e il 2005 sono state 5.897.COMUNICATO STAMPA 150-200 distributori di idrogeno nelle autostrade della California 17
Marzo 2006 - Governor Arnold Schwarzenegger’s
California Hydrogen Highway Network Action Plan. California is
facing major challenges in the areas of air pollution, public
health, energy security, and national security as a result of our
over-dependence on petroleum fuels. One in six children in the
State’s most polluted regions suffer from asthma, and over
three-quarters of the State does not meet national primary or
secondary ambient air quality standards. In 2003, 60% of the state’s
air pollution came from mobile sources (cars, trucks, buses and
other forms of transportation). The citizens of California have
been enduring frequent gasoline price spikes and the State is
facing critical shortages in refining capacity, which will drive
prices even higher. A solution to these problems is to begin
building a bridge to a cleaner, more secure and more sustainable
transportation and energy future. The goal of the California
Hydrogen Highway Network initiative is to support and catalyze a
rapid transition to a clean, hydrogen transportation economy in
California, thereby reducing our dependence on foreign oil, and
protecting our citizens from health harms related to vehicle
emissions. We have an opportunity to deal with these problems by
investing in California's ability to innovate our way to a clean
hydrogen future, thus bringing jobs, investment, and continued
economic prosperity to California. We have an opportunity to
prove to the world that a thriving environment and economy can
co-exist. The “Vision 2010” for California’s Hydrogen Highways is
to ensure that by the end of the decade every Californian has
access to hydrogen fuel along the State’s major highways, with a
significant and increasing percentage of that hydrogen produced
from clean, renewable sources. This vision for California is real
and attainable; however, it will take time so we must plant the seeds
now. To expedite the transition of our transportation system away
from petroleum fuels, towards hydrogen fuel and vehicles, experts
point to the crucial need for a hydrogen fueling infrastructure
and the necessary leadership to make it a reality. An early
network of only 150 to 200 hydrogen fueling stations throughout
the State (approximately one station every 20 miles on the
State’s major highways) would make hydrogen fuel available to the
vast majority of Californians. This early vision for California’s
Hydrogen Highway Network is achievable by 2010 and will help
demonstrate the economic and technical viability of hydrogen
technologies. Studies by the California Fuel Cell Partnership and
others estimate that this initial low-volume fueling network will
cost $75 - $200 million, the majority of this investment coming
from private investment by energy companies, automakers,
high-tech firms, and other companies. California is already a
clear leader in the areas of advanced vehicles, alternative fuels
and clean energy. Already there are over a dozen hydrogen fueling
facilities in California and more than 40 fuel cell vehicles have been
placed in demonstration programs throughout the state. At least
nine more hydrogen stations will be added in 2004 (several more
are planned but not yet announced). By 2007, fuel cell hybrid
vehicles, both buses and light-duty vehicles, will be used in
demonstration fleets in tandem with early hydrogen fueling
infrastructure. Internal combustion hydrogen hybrid vehicles will
also be available both in fleet applications and commercially in
larger numbers in the 2006-7 time frame. By 2010, automakers have
indicated that "tens of thousands" of fuel cells vehicles will be
commercially available, provided there is fueling infrastructure in
place. California has an opportunity to ready the landscape for
the placement of hydrogen vehicles better than anywhere else in
the world. In order to achieve the “2010 Vision,” the California
Hydrogen Highway Network Action Plan is developing public/private
partnerships that will work together to invest in the early
infrastructure development, and to address key hydrogen
commercialization challenges. The public sector needs to play a role in
setting the stage for hydrogen commercialization (incentives,
loan guarantees, revenue bond funding, education and training,
etc) so that investment by the private sector can take place and
the market can develop. Finally, it is abundantly clear that many
of the world's nations (Japan, China, Canada, Iceland, Norway,
and the European Union) are actively pursuing a similar vision of
a hydrogen economy for many of the same reasons - energy
security, energy diversity, national security, the environment, climate
change, and public health. Canada, the European Union and Japan
all have ambitious hydrogen plans which include visions for
Hydrogen Highways. The Hydrogen Technical Advisory Panel
predicted several years ago that a hydrogen infrastructure will
be in place in the US by the year 2050—with or without
California’s efforts. To bring the business and investment to the
State, we must provide an unprecedented level of leadership to
bear on the issue. We will prove the Governor’s words in his
State of the State address on January 6, 2004,“I intend to show
the world that economic growth and the environment can coexist.
And if you want to see it, then come to California.” We will show
that Hydrogen Means Business in California. There is clear momentum
building and we must act now in California if we want to play a
key role in shaping a clean hydrogen future. (http://www.hydrogenhighway.ca.gov/vision/vision.pdf)80mila euro di incentivi per l'acquisto di veicoli elettrici. Il contributo comunale copre il 35% della spesa fino a un massimo di 5mila euro Modena (24 feb. 2006) - L'Amministrazione comunale ha rifinanziato il fondo per i contributi destinati ai cittadini e alle organizzazioni che acquistano veicoli elettrici, mettendo a disposizione altri 80mila euro. In tal modo, i cittadini, le ditte e le associazioni modenesi potranno richiede gli eco-incentivi anche per il 2006. L'entità del contributo è pari al 35% della spesa sostenuta e arriva fino ad un massimo di oltre 5.000 euro per un autoveicolo. L'erogazione degli incentivi economici da parte del Comune di Modena ha favorito anzitutto la riduzione dell'inquinamento da traffico, spostando una quota di automobilisti e motociclisti all'uso di mezzi non inquinanti. Ha inoltre contribuito a sostenere il mercato dei veicoli elettrici, particolarmente adatti agli spostamenti urbani, nonostante il blocco dei contributi statali che perdura dal 2004. Dal 2001 ad oggi, infatti, sono stati assegnati oltre 1100 "premi" ai cittadini che hanno acquistato un mezzo ecologico (biciclette, ciclomotori, motocicli e autoveicoli), per una spesa totale di circa 400.000 euro. I veicoli più gettonati sono le biciclette (che assorbono il 95% dei contributi), seguiti dagli autoveicoli e dagli scooter elettrici. Dalle analisi sui beneficiari dei contributi comunali, risulta che la bicicletta elettrica non attrae più solo gli anziani, i primi a scoprirne i vantaggi, ma sempre più le persone in piena attività lavorativa e i giovani. Le persone in età lavorativa sono nettamente in maggioranza, il 71%, mentre i pensionati rappresentano il 24% dei destinatari dei contributi. Il rimanente 5% è riferito ai giovani. È anche interessante il sostanziale equilibrio tra uomini (56%) e donne (44%), che conferma la trasversalità dell'attenzione alle tematiche ambientali. Attingono agli incentivi comunali non solo le persone, ma anche le organizzazioni economiche e sociali. Su 1100 contributi totali erogati, sono circa 60 (il 5% circa) gli incentivi assegnati a ditte e associazioni modenesi. In termini finanziari, tuttavia, le risorse loro destinate rappresentano una quota di oltre il 20%, in quanto hanno acquistato quasi tutti gli autoveicoli elettrici cofinanziati. L'interesse delle aziende per i veicoli elettrici si fonda anche sui vantaggi derivanti dalla decisione del Comune di Modena di liberalizzare la loro circolazione nella zona a traffico limitato e di rendere gratuita per essi la sosta a pagamento. Per informazioni e presentazione domande: Comune di Modena - Settore Pianificazione territoriale, Trasporti e Mobilità - Ufficio Comunicazione territorio (via Santi 60, 8° piano, tel.059-2032196. Fax 059-2032393. Apertura Ufficio: lunedì e giovedì, dalle 15 alle 18. (emilianet.it) Kyoto compie un anno ma l'Italia è in netto ritardo 15
Febbraio 2006 - Il 16 febbraio del 2005 entrava in vigore il Protocollo
di Kyoto. A un anno di distanza, l'Italia è in netto ritardo
sulla sua attuazione. Nonostante l’impegno per la riduzione del 6,5%
dei gas serra «poco o nulla si è fatto – denunciano le
associazioni ambientaliste -, mentre il nostro Paese ha superato del
12% i livelli di emissioni nazionali rispetto al 1990». L’allarme
viene da tutte le realtà impegnate su questo fronte: Greenpeace,
Ises Italia, Issi, Kyoto Club, Legambiente, Wwf, Anev, Acli Anni Verdi,
Aiab, Aiel, Anab, Aper, Assolterm, Cia, Coldiretti, Fiper, Itabia, Rete
Lilliput, Sinistra Ecologista. Insieme queste associazioni
ambientaliste hanno firmato una Piattaforma di azioni concrete per
l'attuazione del Protocollo in Italia e rivolto un appello alle liste
che si presenteranno alle prossime elezioni politiche. (unita.it)Il 16 Dicembre 2005, data storica che sancisce il picco del petrolio February 11, 2006 - In the January 2004 Current Events on this web site, I predicted that world oil production would peak on Thanksgiving Day, November 24, 2005. In hindsight, that prediction was in error by three weeks. An update using the 2005 data shows that we passed the peak on December 16, 2005. ... (princeton.edu) Petrolio: WTI si riporta sopra i 68 dollari Roma,
27 gen - Prezzi ancora in salita per il greggio che, dopo la pausa dei
giorni scorsi, si è riportato in prosismità dei massimi
ragigunti recentemente. Il contratto sul light crude per consegna marzo
segna al Nymex un incremento di quasi il 2% a 68,25 dollari al barile,
dopo aver toccato anche un massimo di 68,45 usd/b. All'inizio di questa
settimana il greggio aveva toccato massimi di 69,20 dollari. (/finanza.repubblica.it) Il prezzo del petrolio vicino ai 70 dollari NEW
YORK. 23 gennaio 2006
- Il valore del greggio al barile sul mercato
elettronico di New York raggiunge quota 69,20. Ancora
un balzo in avanti del prezzo del petrolio. Il petrolio si avvicina
infatti a quota 70 dollari, spinto ancora in avanti dalle basse
temperature in Russia e nel resto d'Europa che fanno salire la domanda.
Il greggio con consegna a marzo, sul mercato elettronico after hours di
New York, ha così toccato quota 69,20 dollari, vale a dire il
massimo da quattro mesi a questa parte, avvicinandosi al record storico
di 70,85 dollari raggiunto lo scorso 30 agosto. (corriere.it)
In due sul motorino. Ora si può. Arrivano anche le nuove targhe 22 Gennaio 2006 - Il permesso vale solo per i maggiorenni, mentre alle nuove targhe dovranno adeguarsi tutti, sia i cinquantini nuovi che quelli vecchi. Per il popolo delle due ruote è una svolta: andare in due sul 'cinquantino' (tabù per diverse generazioni) non sarà più illegale, ma solo per i maggiorenni. I 14enni quindi dovranno continuare a rispettare l'antipatica (e anacronistica visto che il divieto esiste solo in Italia) norma. La rivoluzione, però, è grande lo stesso. E non solo per i maggiorenni: con l'approvazione del decreto attuativo da parte del Consiglio dei Ministri, è stata finalmente sbloccata la procedura per la nuova targatura dei ciclomotori, ferma da anni. In pratica arriva una vera e propria targa personale abbinata ad un solo veicolo (ha anche un formato diverso, è un po' più grande dell'attuale), e nuovi documenti che dovrebbero - si spera - rendere più difficile la vita ai ladri e a chi truffa le assicurazioni. Vedremo. (repubblica.it) Borsa. Il petrolio a 68,80$ al barile affonda Wall Street New
York, 21 Gennaio 2006 - L'impennata dei prezzi del petrolio e delle
altre fonti di energia, insieme al pessimismo per i profitti delle
imprese, hanno provocato la giornata più negativa da circa tre
anni in qua alla borsa di New York, che in una sola seduta ha spazzato
via tutti i guadagni accumulatisi dall'inizio dell'anno. Sulla piazza
di New York il petrolio è arrivato a 68,80 dollari al barile,
livello che non toccava dalla distruzione degli impianti estrattivi
texani provocata, lo scorso agosto, dall'uragano Katrina.
(RaiNews24)
Emergenza inquinamento: in tutta Italia si combatte lo smog 20 Gennaio 2006
- Da Roma a
Varese, da Terni a Bergamo e Piacenza tornano le targhe alterne per
contrastare l'inquinamento atmosferico dovuto in particolar modo alle
polveri sottili (PM10). Nella capitale, a partire da oggi, 19 gennaio,
fino al 23 marzo, prende il via la circolazione a targhe alterne nella
fascia verde. L'orario dell'intervento 2006 sarà dalle 15 alle
21 di ogni giovedì in calendario e saranno le targhe pari ad
iniziare. Anche a Terni entrano in vigore oggi le targhe alterne. Con 5
giorni consecutivi di superamento dei limiti delle polveri sottili
è scattata anche a Bergamo la circolazione a targhe
alterne. A seguito del superamento dei valori fissati per le
polveri sottili, il Sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, ha emesso
un'ordinanza per istituire il divieto di circolazione per tutti i
veicoli nel centro urbano per la giornata di giovedì 19 gennaio.
A Torino è invece previsto il blocco della circolazione
veicolare dalle 9 alle 19 su tutto il territorio cittadino domenica 22.
(trend-online.com)
La nostra società continua a negare il punto limite del petrolio 7 Gennaio 2006
- Nel suo
ultimo lavoro il geologo britannico Jeremy Leggett, un ex "figlio
dell'oro nero" poi passato a Greenpeace UK, affronta la serietà
del controverso rapporto cambiamento climatico-Peak Oil . Il suo libro
più recente, intitolato Empty Tank negli Stati Uniti e Half Gone
in Gran Bretagna, si basa sul suo precedente lavoro come scienziato
capo a Greenpeace UK, e sulla sua decennale esperienza come esperto
internazionale di clima. Il suo scopo è quello di far
comprendere ciò che ha battezzato come “punto limite del
petrolio”. Leggett mette in relazione l’esaurimento del petrolio con il
cambiamento climatico in tutto il suo libro, sottotitolato “Petrolio,
gas, aria calda e l’imminente catastrofe finanziaria globale”.
Più della metà del testo è una lunga sezione di
150 pagine che intitolata “L’incontro tra il petrolio e il
surriscaldamento globale”. Half Gone tenta “di fornire le prove
del caso attraverso due importanti argomenti”. Leggett sostiene in
primo luogo che “il punto limite del petrolio, conosciuto anche come il
picco della produzione, sarà raggiunto fra il 2006 e il 2010, e
quando il mercato se ne renderà conto, ne deriverà un
grave trauma economico. In secondo luogo, "il surriscaldamento
terrestre è un pericolo reale, presente, che si sta sviluppando
rapidamente”. Leggett cita due alti ufficiali del governo inglese che
dichiarano “che il surriscaldamento terrestre è ora un pericolo
maggiore delle armi di distruzione di massa. Questo è un punto
di vista comune, soprattutto in Europa”. (nuovimondimedia.com)Smog 07-01-2006 dai giornali online ![]() MODENA - Da oggi, e fino al prossimo 31 marzo, le ulteriori restrizioni antismog previste dall'Accordo per la qualità dell'aria 2005-2006 per il periodo dell'anno considerato dagli esperti più a rischio. REGGIO EMILIA - Da sabato 7 gennaio a venerdì 31 marzo 2006 anche a Reggio Emilia entrerà in vigore la seconda fase delle misure antismog previste dall'accordo regionale sottoscritto nelle dalle province e dai comuni dell'Emilia Romagna che superano i 50 mila abitanti. PERUGIA – Blocco auto, capitolo secondo. Scatterà giovedì prossimo, 12 gennaio, il divieto settimanale di transito alle auto, nei centri urbani di Perugia e Ponte San Giovanni con orario 8,30-12,30 e 14,30-18,30. Un’eventualità che si verificherà solo qualora il valore di Pm10, calcolato per ciascun punto di rilevamento, risulti superiore a 50 μg/m³ per tre giorni consecutivi - venerdì, sabato e domenica - e le previsioni sulle concentrazioni di Pm10 effettuate dall’Agenzia regionale protezione ambiente nella giornata di lunedì, facciano prevedere concentrazioni dell’inquinante superiori a 50 μg/m³ anche per il giorno successivo. MILANO - I contrari al blocco del traffico devono rassegnarsi perché lo stop alle auto di sabato è solo l’inizio: «Di fronte a condizioni meteorologiche sfavorevoli, che non permettono agli inquinanti di disperdersi nell’atmosfera, sono pronto a raddoppiare anche i giorni di fermo della circolazione annunciati per febbraio e marzo». Dopo avere fissato un sabato ecologico alla fine delle vacanze di Natale e una domenica ambientale il 29 gennaio, Roberto Formigoni, presidente della Regione, rilancia sui provvedimenti antismog. Lo fa davanti a concentrazioni di Pm10 da record: giovedì le centraline Arpa in via Juvara hanno registrato valori di 119 microgrammi al metro cubo. Dopo i 151 giorni fuorilegge dell’anno scorso, anche il 2006 è cominciato oltre i limiti: dall’inizio di gennaio l’inquinamento è sopra la soglia di 50 microgrammi al metro cubo. ROMA - Nella Capitale c'è il ritorno alle targhe alterne tutti i giovedì dal 19 gennaio al 23 marzo. Dal 2007, poi, sarà vietata la circolazione a tutti i ciclomotori euro 0. Quest'anno, inoltre, sono previste tre domeniche di blocco ancora da programmare. Entro la metà dell'anno, piano di risanamento regionale. FIRENZE - Il blocco totale dei veicoli inquinanti, scattato a Firenze dal primo gennaio, non entrerà in vigore fino all'inizio di luglio. Nei prossimi sei mesi saranno consentite una serie di deroghe, soprattutto per anziani, lavoratori e persone con esigenze sanitarie: in questo periodo tutti i cittadini dovranno adeguare i loro mezzi di trasporto. La decisione è stata presa dopo la riunione dei partiti di maggioranza che si è svolta a Palazzo Vecchio. AOSTA - Da mercoledì 11 gennaio entrerà nuovamente in vigore ad Aosta - con quelle dispari - la circolazione a targhe alterne; nei mercoledì e giovedì pari circoleranno i veicoli con targa pari e viceversa nei giorni dispari fino il 30 marzo. .........................eccetera eccetera ... inquinamentIl prezzo del petrolio può aumentare a 200 - 250 dollari 5 Gennaio 2006 - Matthew Simmons, l'ex
consulente in materia di energia del presidente degli Stati Uniti
George W Bush, avverte:”Dobbiamo calcolare il barilotto durante gli
anni venturi con un prezzo del petrolio da 200 a 250 dollari al
barile”. Il motivo per la spinta di prezzi è che petrolio
è limitato, la mancanza di nuovi campi di estrazione. Inoltre
Simmons presuppone che le riserve di petrolio nel sottosuolo in Arabia
Saudita siano troppo sovrastimate. (capital.de)Salgono a 205.000 i veicoli ibridi venduti negli Stati Uniti 5 Gennaio 2006 - Hybrid Sales in US Top 205,000 in 2005 - Hybrid sales in the US closed out the year with strong December results of 18,238 total units sold, pushing to the total number of hybrids sold in the US in 2005 to 205,749. Hybrids thus represented 1.2% of the total 1,477,697 light duty vehicles sold in the US in December, as well as 1.2% of the total 16,950,679 vehicles sold during the year. Cina: 1.440 costruttori di bici elettriche producono 6 milioni di pezzi all'anno 3 Gennaio 2006 -
There are 1,400 electric bike producers in
China, with a combined annual output of 6 million units. Most of them
have a production capacity of less than 10,000 units a year. According
to the China Bicycle Association, there are now 15 million electric
bikes in the country. Experts predict that the number could surge to 40
million in the coming 10 years, as more bike users shift to
battery-driven bicycles. The survey, which covered 70 electric bike
producers in the County said
only 56 of the 70 types of electric bikes surveyed are up to standard.
The major problem areas are the braking system and the speed limit
design. Gli scarichi diesel alterano i vasi sanguigni 21 Dicembre
2005 - Nello studio, i
ricercatori della American
Heart Association - Associazione americana del cuore hanno trovato che
l'esposizione agli scarichi diesel per un'ora durante
l'esercitazione ha causato una diminuzione significativa nella
capacità naturale dei vasi sanguigni di espandersi.
L'esposizione ad inquinamento atmosferico inoltre ha fatto diminuire i
livelli di un enzima che impedisce la formazioni dei grumi
(trombi). L'inquinamento atmosferico contribuisce alla morte ed alle
malattie che coinvolgono il cuore ed i vasi sanguigni.
Il collegamento fra inquinamento atmosferico e la malattia di cuore
è più forte per le sostanze inquinanti dette 'polvere
fini', di cui la combustione dei combustibili fossili per
il trasporto su strada è una fonte importante. Ma i fattori
nascosti responsabili degli effetti dell'inquinamento dell'aria sul
cuore ed i vasi sanguigni sono rimasto in gran parte sconosciuti.
I ricercatori erano particolarmente interessati ai motori diesel
perché generano 100 volte più particelle di sostanze
inquinanti dei i motori di pari potenza a benzina. Il numero di
automobili diesel sta aumentando Europa ed altre parti del mondo.
I risultati potenzialmente hanno implicazioni importanti di
sanità pubblica negli Stati Uniti perché l'ente per la
salvaguardia dell'ambiente sta patrocinando un programma volontario per
adattare i veicoli pesanti a diesel con dispositivi che
intrappolano le particelle di scarico.
Gli scarichi del Diesel sono costituiti da una miscela complessa di
particelle e di gas. Prima di sostenere l'uso molto diffuso dei filtri delle polveri in motori diesel, dobbiamo verificare le particelle derivate dalla combustione responsabili. Se facciamo questo è probabile che la modifica dei filtri di scarico ridurranno i problemi di esposizione all inquinamento e la popolazione ne avrà beneficio in salute.(www.americanheart.org/) |